Dare spazio e fiducia alle giovani generazioni

Un giorno una parola – commento a I Samuele 17, 37

Davide soggiunse: «Il Signore, che mi liberò dalla zampa del leone e dalla zampa dell’orso, mi libererà anche dalla mano di questo Filisteo». Saul disse a Davide: «Va’, e il Signore sia con te»
I Samuele 17, 37

Se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce
I Pietro 4, 11

Spesso mi stupisce la livida diffidenza che vedo nei riguardi dei giovani e il poco valore che diamo loro. Tanto più le vecchie generazioni e quelle mature possono legittimamente sperare di protrarre il tempo della loro salute e efficienza fisica mediante la medicina, le conoscenze e la possibilità di perseguire una vita sana, tanto più sembra che si dimentichino del loro primo tempo. A volte i cambiamenti vorticosi dei nostri giorni rendono difficile alle generazioni più mature effettuare gli “aggiornamenti”. Il senso di straniamento produce angoscia e paura, e questo contribuisce a rinforzare il bisogno di difendere le proprie posizioni, come se fossero veramente difendibili e non destinate per natura alla inarrestabile erosione del tempo. La paura del nuovo porta a trattare i giovani con diffidenza, a sminuirne le capacità o a stigmatizzarne le abitudini. Di contro, spesso abbiamo nei riguardi delle nuove generazioni, un atteggiamento protettivo eccessivo, come se volessimo risparmiare loro qualsiasi dolore e problema, proteggerli all’infinito. Forse speriamo di prolungare la nostra giovinezza, evitando che i giovani diventino adulti? 

Le parole su cui il lezionario Un giorno una parola ci propone di meditare insieme sono rivolte da Saul a Davide. La relazione tra il primo e il secondo re, tra il presente e il futuro, non ci viene certo descritta come facile ed è in un certo senso un paradigma di molte difficoltà generazionali. Quello su cui però ci possiamo soffermare oggi è questo invito del re al ragazzo che diverrà il suo rivale, un invito pieno di speranza nel futuro e nel Signore. Non neghiamo ai più giovani spazio di fiducia e crescita: è solo accogliendo le loro speranze e incoraggiandoli nel loro cammino, che ci saranno energia e forza anche per chi giovane non è più. Vadano, e che il Signore sia con loro. 

Immagine: Rembrandt, Saul e Davide (1651 and 1654)

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