Cantare a Dio con gioia

Un giorno una parola – commento a Salmo 81, 1

Cantate con gioia a Dio, nostra forza; mandate grida di esultanza al Dio di Giacobbe
Salmo 81, 1

In ogni cosa raccomandiamo noi stessi come servitori di Dio, come afflitti, eppure sempre allegri; come poveri, eppure arricchendo molti; come non avendo nulla, eppure possedendo ogni cosa!
II Corinzi 6, 4; 10

Ho un privilegio, che mi impone una certa quantità di lavoro e fatica (che in questa parte dell’anno si fa molto sentire), ma pur sempre un privilegio. Suono in una chiesa dotata di un ottimo piano digitale e accompagno un eccellente cantante.  

Pregare non è sempre semplice: i pensieri si accatastano e s’incollano gli uni sugli altri, il pensiero si fa torbido, ci si chiede quali siano le vere priorità, dove sta la sottile distinzione tra quello che è bene e quello che non lo è. A volte ci si vergogna. Negli stessi Salmi ci sono passi di preghiera che è difficile condividere. Tutto si ricompone nell’aiuto del Signore, lo sappiamo, ma le parole a volte aggiungono conflitto a conflitto nel nostro spirito. La musica, il canto non chiedono di scegliere o distinguere, non spingono a censurare. Lo spirito si apre così com’è, ed è anche per questo che la musica in chiesa è così utile.  

Stiamo per restaurare la nostra sala del culto e abbiamo deciso in assemblea di decorare le pareti con il versetto 1 Salmo 98: «Cantate al Signore un cantico nuovo, perché egli ha operato prodigi; la sua destra e il suo braccio santo lo hanno reso vittorioso», simile e in un certo senso fratello di quello in esame. Se leggiamo entrambi i salmi nella loro interezza, vediamo che contengono un piccolo “trattato di strumentazione biblica”, interessante anche per le nozioni che contiene, e non solo per l’interesse della poesia. In entrambi i casi posso sentire molto vicini quei musicisti pieni di gioia e di amore per il Signore, distanti da me migliaia di anni. 

Siano queste parole di consolazione per tutti noi, in questi tempi in cui sentiamo vicino rumori bellici, mentre gli esseri umani, ancora una volta, di fronte all’invito a cantare a Dio con gioia un nuovo canto, rispondono con la solita sguaiata, vecchia canzone: la guerra.

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