L’azione pacificatrice di Cristo

Un giorno una parola – commento a Efesini 2, 17

Meravigliosi sono i suoi disegni, grande è la sua saggezza
Isaia 28, 29

Con la sua venuta ha annunciato la pace a voi che eravate lontani e la pace a quelli che erano vicini
Efesini 2, 17

“Con la sua venuta ha annunciato la pace” è parte di un inno il cui contenuto teologico è incentrato intorno alla figura di Cristo, manifestazione dell’intervento di Dio nella storia della salvezza. Forse si trattava di un inno per la liturgia battesimale che l’autore della lettera agli Efesini rielabora per l’edificazione della comunità cui si rivolge. Questo versetto ha il suo riferimento in Isaia 57, 19. Il Profeta vuole aiutare il popolo d’Israele che era stato deportato e sradicato dalla propria terra e che torna nella propria patria a ricostruirsi su principi di pace e giustizia.

Ora, questa profezia si adempie per quelli che erano i “lontani”, i convertiti dal paganesimo. In Cristo si attua questo avvicinamento, quest’alleanza nuova che unisce ebrei e pagani. Una visione che dà sostanza al progetto salvifico di Dio, in un solo atto di salvezza e di inclusione. “Cristo nostra pace, che dei due popoli ne ha fatto uno solo” (Efesini 2, 14).

L’Apostolo esalta in particolare l’azione pacificatrice e riconciliatrice di Cristo. Il concetto di pace riferito a Gesù richiama la speranza messianica di giustizia e liberazione che sussiste nello shalom. Il virgulto, il germoglio di Davide, inviato per ristabilire la regalità di Dio, è chiamato “principe della pace” (Isaia 9, 5).

In cosa consiste questa pace? La fine delle divisioni e la realizzazione di una nuova umanità. Il muro di divisione che si estendeva tutto intorno all’edificio del Tempio di Gerusalemme, che delimitava l’Atrio dei Gentili, è abbattuto da Gesù, perché quel muro era fonte di inimicizia. 

Il progetto salvifico di Dio è la pacificazione, l’incontro di tutti gli esseri uomini. Abbattuti gli steccati religiosi e sociali tra ebrei e pagani, in Cristo inizia il tempo nuovo per essere incontrati da Dio senza alcuna discriminazione umana e una rinnovata speranza di pace per l’intera umanità.

 

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