Predestinati nell’amore di Dio

Un giorno una parola – commento a Efesini 1, 5

Signore, i tuoi disegni, concepiti da tempo, sono fedeli e stabili 
Isaia 25, 1

Nel suo amore ci ha predestinati a essere addottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli 
Efesini 1, 5

Siamo più propensi a lamentarci che a lodare. Una chiesa, che si riconosce in Dio, comincia da Dio. Prima racconta le sue grandi opere, prima c’è la lode, poi arrivano le preoccupazioni, che sappiamo essere (r)accolte da Dio; anzi siamo noi accolti da Dio. Egli ha fatto una scelta sostanziale per noi. E questo, in un tempo in cui pensiamo che non possiamo fare un granché nell’ambito dello scenario mondiale, è un grande sollievo.

La parola predestinati ci può condurre a dei pensieri fuorvianti. La predestinazione è stata argomento di grandi discussioni sul piano religioso. Però bisogna tener presente che predestinare non vuol dire aver fatto una scelta all’inizio che non può essere cambiata. La predestinazione non è una realtà statica.

Una macchina può essere fatta in modo tale da poter raggiungere i 300km/h, ma se non c’è qualcuno che la guida bene, possono succedere dei guai. Si può dire che un bambino è predestinato a una bella carriera musicale, di musica classica per esempio, ma se non si mette a studiare, molto probabilmente i suoi sogni non si realizzeranno. Dio ci ha intesi in un modo veramente umano, e quel lato umano occorre viverlo fino in fondo. Quindi davanti a noi abbiamo un bel programma da svolgere, un bel programma, questo sì, con una promessa grande: essere adottati grazie all’opera di salvezza compiuta da Gesù Cristo come figli e figlie di Dio.

Interesse geografico: