Seconda missione della Federazione delle chiese evangeliche in Polonia

Gli obiettivi sono molteplici: fornire assistenza in loco, promuovere progetti di accoglienza temporanea, estiva, soprattutto per i bambini e bambine, organizzare il trasferimento di alcune decine di persone che potranno essere accolte in Italia.

 

Si sta svolgendo in questi giorni, a Varsavia e in altre città della Polonia, il secondo viaggio delle chiese protestanti, per aiutare la popolazione in fuga dalla guerra.

Due operatrici sociali della Federazione delle chiese evangeliche (Fcei) stanno quindi incontrando i referenti delle chiese e delle comunità locali, per organizzare il sostegno alle persone scappate dall’Ucraina.

Gli obiettivi sono molteplici: fornire assistenza in loco, garantendo fondi alle realtà che si occupano di accoglienza ai rifugiati; promuovere progetti di accoglienza temporanea, estiva, soprattutto per i bambini e bambine, che possano svolgersi nei prossimi mesi; organizzare il trasferimento di alcune decine di persone che potranno essere accolte in Italia.

«Stiamo cercando di costruire un percorso di aiuti che possa durare nel tempo e che parta dalle reali necessità, necessità che sono già cambiate, rispetto all’inizio della guerra – dichiara Marta Bernardini, coordinatrice di Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Fcei – . Ad esempio, le chiese protestanti polacche ci stanno spiegando come ora il flusso dei migranti sia diretto non più solo alle grandi città ma anche ai paesi, perché purtroppo molte famiglie si stanno rendendo conto che non faranno ritorno in Ucraina, almeno non nel breve periodo. Per tanto, nel nostro piccolo, stiamo collaborando con queste realtà per strutturare interventi continuativi, capaci di rispondere ai bisogni che le persone avranno nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Nella speranza che questa guerra, che ha già fatto tante vittime e causato tanto dolore, finisca al più presto».

Nei prossimi giorni il team delle chiese evangeliche sarà a Varsavia, come detto, a Cracovia e nelle località dove sono state allestite strutture di accoglienza per le persone in transito.

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