Le benedizioni di Dio

Un giorno una parola – commento a Genesi 49, 25

L’Altissimo ti benedirà con benedizioni del cielo
Genesi 49, 25

Da questo conosceremo che siamo della verità e renderemo sicuri i nostri cuori davanti a lui. Poiché se il nostro cuore cu condanna, Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa
I Giovanni 3, 19-20

L’Altissimo ti benedirà con benedizioni del cielo di sopra, e – aggiunge il testo – “con benedizioni dell’abisso che giace di sotto”.

Giacobbe lascia come suo testamento spirituale ai figli una serie di benedizioni di cui questa ha una connotazione cosmica. Una benedizione che coinvolge ciclicamente il ciclo della vita intesa come dono che viene dall’alto, dal cielo appunto, ma che termina nella terra, nell’abisso. 

Una benedizione che accompagna e che non abbandona, nemmeno quando la vita, così come la conosciamo, finisce. Come un abbraccio, la benedizione di Dio unisce cielo, terra e sottoterra così come fanno le acque che dal cielo, bagnano e dissetano il suolo per poi scendere nel sottosuolo per creare una nuova sorgente di vita.

Questa benedizione ci dà la certezza di non essere soli nemmeno quando la nostra vita sprofonda nell’abisso della tristezza e della paura, nemmeno quando il cielo sembra così lontano da noi che la nostra testa fatica ad alzarsi per cercarlo e i nostri occhi si chiudono perché la sua luce è troppo forte. Questa benedizione è Presenza viva, che va oltre la parola con cui viene invocata; è un diluvio di grazia sovrabbondante.

Sta a noi riceverla a piene mani, stupiti ed eccitati come bambini di fronte ai doni dei loro genitori. Amen!

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