Attenersi a Cristo

Un giorno una parola – commento a Colossesi 2, 18-19

Se vi sono vanità nei molti sogni, ve ne sono anche nelle molte parole; perciò temi Dio
Ecclesiaste 5, 7

Nessuno vi derubi a suo piacere del vostro premio, con un pretesto di umiltà e di culto degli angeli, affidandosi alle proprie visioni, gonfio di vanità nella sua mente carnale, senza attenersi al Capo
Colossesi 2, 18-19

L’apostolo Paolo esorta i suoi lettori ad attenersi a Cristo, il Capo a cui tutto il corpo della chiesa è collegato, per poter proseguire nella propria crescita. Poiché anch’essi – essendo stati battezzati nella sua crocifissione e risurrezione – sono «giunti alla pienezza» e non hanno bisogno di essere “dogmatizzati” da alcuna autoproclamata autorità che, con pietà falsa, cerca di minare la loro fede.

Nessuno vi squalifichi, screditando la vostra fede, imponendovi dogmi che sembrano dettati dalla pietà e dalla saggezza, ma che invece sono cose carnali e insensate: «Non toccare, non assaggiare, non maneggiare».

A volte, una eccessiva spiritualità nasconde la carnalità, perché soddisfa quel desiderio di avere “di più” di ciò che il Signore ci ha concesso e si propone di ottenerlo con le proprie opere. A volte, la spiritualità nasconde una fuga dal corpo concreto di Cristo verso le ombre di cose superate. A volte, l’ansietà sollecita di diventare di nuovo rilevanti in una società che snobba la nostra fede e ci deruba del ruolo avuto nel passato, ci induce – quasi istintivamente – ad assumere agende che non sono le nostre, solo per dimostrare la nostra adeguatezza al mondo.

Paolo ci esorta a rimanere saldi nel vangelo che ci è stato insegnato, evitando – come invece fece Esaù – di dare via il nostro diritto di nascita per un piatto di lenticchie. Insomma, dobbiamo perseguire una vagheggiata nuova rilevanza culturale per le nostre chiese, dando per provato che il vangelo non sia già rilevante di per sé, oppure dobbiamo continuare a vivere la nostra vita, a costruire le nostre chiese e a fare il nostro annuncio così come l’abbiamo ricevuto, radicato, edificato, stabilito nella fede di Cristo Gesù, nel quale «abita tutta la pienezza di Dio» e nel quale anche noi abbiamo la nostra pienezza?

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