Già risplende la vera luce

Un giorno una parola – commento a I Giovanni 2, 8
 

E tuttavia è un comandamento nuovo che io vi scrivo, il che è vero in lui e in voi; perché le tenebre stanno passando, e già risplende la vera luce
I Giovanni 2, 8

Trovo in cassetta un avviso di raccomandata e vado alla posta per ritirarla. Da lontano non scorgo la solita “folla festante” che presidia l’ufficio a tutte le ore, e attribuisco la buona fortuna al giorno semifestivo, ma quando mi avvicino, mi accorgo che in realtà le poste sono in sciopero. Una signora non più giovane non se ne vuole andare e continua a guardare il cartello lanciando fulmini contro i biechi tempi moderni. Le ricordo che chi sciopera non è pagato, le comunico che ogni tanto sciopero anche io e le chiedo se ha mai scioperato. – Certo che sì –, risponde fiera. Le dico che anche io ormai posso guardarmi un bel po’ indietro, e che prima non si stava meglio, che quando ero ragazzina tutti avevano un amico morto per droga e brevemente la informo che un mio amico perse il padre in un attentato terroristico quando io stavo facendo l’esame di terza media. Per un attimo si ricorda degli “anni di piombo” e la sua faccia si illumina di perplessità. Poi mi guarda con aria di sfida vittoriosa e mi ribatte: – Ma oggi ti derubano e ti fanno violenza! –. Mi cadono le braccia e la comicità della nostra conversazione mi assale alle spalle: mi ritiro dal campo. 

Vi prego, non abbiamo paura della verità, non ci può fare nulla, siamo cristiani, e quando anche non lo fossimo, Dio ama tutte le sue creature e noi lo sappiamo. Vi prego, non abbiamo paura di un po’ di ottimismo, di un po’ di luce, di ammettere che stiamo un po’ meglio, solo un pochettino meglio. Può essere un buon esercizio, gestire una piccola luce, per abituarsi a sostenerne una ben più grande.  

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