Le mani di Dio

Un giorno una parola – commento a Salmo 31, 15

I miei giorni sono nelle tue mani 
Salmo 31, 15

Chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?
Luca 12, 25

Una delle più belle esperienze di un padre e di una madre è quella di tenere tra le mani il proprio figlio appena nato. E in questa mano il piccolo è tranquillo, ma meno tranquilli sono i genitori che temono che anche un minimo movimento sbagliato possa trasformarsi in una pericolosa caduta. Maneggiare quell’esserino fragile ed indifeso non è così semplice come sembra, al punto che tutto viene fatto con cautela, con attenzione, con delicatezza. Ogni gesto è un atto d’amore che coinvolge, commuove, emoziona. Ogni rischio è valutato attentamente senza lasciare nulla al caso. E così, in quelle mani, ogni piccolo si sente al sicuro. 

Le mani di Dio, quelle mani che con sicurezza e potenza hanno dato forma all’essere umano fatto di terra, vibrano allo stesso modo delle mani di ogni genitore, ma contengono con attenzione ogni movimento improvviso, ogni pianto disperato. Le mani di Dio accarezzano, a volte percuotono con la forza del vento, guidano, orientano, uniscono al bene e dividono dal male, raccolgono, rimettono insieme i pezzi delle nostre vite stracciate. Cuciono e ricuciono, abbattono e ricostruiscono, seminano e raccolgono; le mani di Dio padre e madre, forti e delicate, sempre aperte per accogliere la nostra presenza. Sì, i miei giorni sono nelle tue mani, Signore. Amen!

 

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