Reciprocità

Un giorno una parola – commento a Luca 6, 31

Non opprimerai il tuo prossimo
Levitico 19, 13

Gesù dice: «E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro»
Luca 6, 31

Oggi, prima di tutto, mi pongo la domanda: che cosa desidero che faccia il mio vicino con me? Mi farebbe molto piacere che al primo incontro, all’inizio della giornata, mi guardasse con un sorriso, che non mi mettesse in difficoltà. Ecco, questo è quello che voglio dall’altro, ma cosa sarei disposto a dare in cambio?  Il comandamento «Ama il prossimo tuo come te stesso» ha a che fare con la relazione che abbiamo con l’altro/a. La nostra vita comunitaria dipende dal nostro sentirci compresi, dal nostro essere disposti a lavorare in modo pacifico. Dobbiamo ascoltare bene noi stessi per poter ascoltare gli altri. Facendo attenzione a questo possiamo sapere o identificare bene ciò che deve essere fatto e che può essere portato avanti in modo condiviso. 

Le parole del versetto tratto dal vangelo di Luca con cui vogliamo affrontare questa giornata, ci invitano a riflettere sulla nostra gioia e su quella dell’altro. La ricerca di fare del bene al prossimo è un bene comune che non cessa mai quando inizia da entrambe le parti coinvolte: è un doppio beneficio realizzato. Pensare solo al proprio io, al beneficio che posso ottenere solo io, è contrario a questo insegnamento ed è controproducente. 

Gesù rivolse queste parole ai discepoli perché portassero a termine il loro impegno di annunciare bene la parola, ricordandosi però prima di individuare ciò che sarebbe stato bene per loro stessi. Gesù parla davanti a coloro che lo ascoltano non per rimproverarli ma proprio per insegnare un modo giusto di operare per ottenere ciò che vogliono. 

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