Una Commissione sulla politica di assimilazione forzata dei nativi americani

A sostenerne l’istituzione anche Gruppi cattolici e diverse denominazioni protestanti degli Stati Uniti

Gruppi cattolici e diverse denominazioni protestanti sostengono il disegno di legge per istituire una Commissione per la verità e la guarigione relativa alla politica di assimilazione forzata dei nativi americani attuata dagli Stati Uniti durante il XIX e il XX secolo.

Il loro sostegno arriva nel momento in cui la Chiesa cattolica e un certo numero di denominazioni protestanti hanno iniziato a indagare sul proprio ruolo avuto in centinaia di collegi, le cosiddette Indian Boarding School sponsorizzate o gestite da organizzazioni religiose, dove i bambini nativi, portati via dalle loro case spesso contro la volontà dei genitori, venivano costretti ad assimilare la cultura e le tradizioni dei bianchi.

«Vi chiediamo di coinvolgere il governo degli Stati Uniti in questo processo istituendo una Commissione che esamini in modo veritiero e completo la politica dei collegi statunitensi», si legge in una lettera firmata il 30 settembre scorso dalla Chiesa episcopale, dalla Chiesa evangelica luterana in America, dall’Ufficio per le relazioni razziali della Chiesa riformata cristiana del Nord America, dal Consiglio generale di Chiesa e Società della Chiesa metodista unita, dal Franciscan Action Network, dal Comitato degli amici per la legislazione nazionale e dall’Ufficio giustizia ed ecologia della Conferenza dei gesuiti.

Il 29 settembre scorso, Giornata della memoria nazionale dei collegi statunitensi, la senatrice democratica degli Stati Uniti Elizabeth Warren, i co-presidenti del Congressional Native American Caucus, e i deputati Sharice Davids e Tom Cole, hanno ripresentato il disegno di legge denominato Truth and Healing Commission on Indian Boarding School Policies in the United States Act, che è sostenuto anche da  molte organizzazioni tribali fra cui la National Native American Boarding School Healing Coalitio, associazione di nativi americani che da anni si batte per la verità e perché sia fatta giustizia per i “traumi storici” inflitti agli indiani d’America in queste strutture.

Tale commissione era stata chiesta già l’anno scorso dalla Warren e dalla deputata democratica Debra Haaland – prima nativa americana a capo del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti – la quale, dopo aver supervisionato i collegi del paese, aveva chiesto che fosse compilato un resoconto completo della politica dei collegi e del loro impatto sui nativi americani.

Come la Commissione canadese per la verità e la riconciliazione, che nel 2015 ha pubblicato il suo rapporto finale sul proprio sistema scolastico residenziale per bambini indigeni, la Commissione statunitense avrebbe il compito di indagare, documentare e riconoscere le pratiche di assimilazione forzata attuate del governo degli Stati Uniti contro gli indiani, allo scopo di aiutare la guarigione dei traumi intergenerazionali tramandati nelle famiglie e nelle comunità dei Nativi Americani. Darebbe, inoltre, alle vittime l’opportunità di parlare delle proprie esperienze personali legate alle molte violazioni dei più elementari diritti umani, fra cui il diritto di crescere ed educare i propri figli, il diritto di parlare la propria lingua e di praticare la propria religione.

Nella lettera che i gruppi cattolici e le confessioni protestanti hanno inviato a sostegno dell’istituzione della Commissione, si insiste sul fatto che «c’è così tanto che non sappiamo e tanto resta da fare», e si evidenzia che la politica del collegio «era moralmente sbagliata e contraria agli insegnamenti della nostra stessa fede».

Le indagini fin qui condotte confermano che le Boarding School hanno separato i bambini indigeni dalle loro famiglie e comunità, spesso contro la volontà dei loro genitori. Nelle scuole, i bambini venivano puniti per aver parlato le loro lingue native o per aver praticato la loro spiritualità e cultura tradizionali, e altri sono stati abusati fisicamente, sessualmente o psicologicamente. Alcuni non sono mai tornati a casa.

«Affrontare i peccati del nostro passato, commessi in nome del cristianesimo, è stato impegnativo. Ma si sta anche rivelando una straordinaria benedizione. Confrontarsi con la verità è un primo passo cruciale verso la creazione di nuove fondamenta per il progresso di relazioni giuste», si legge ancora nella lettera.

Gli appelli al Governo degli Stati Uniti per istituire una commissione simile a quella canadese si sono intensificati da quando all’inizio di quest’anno sono stati ritrovati i resti di oltre 1.000 bambini indigeni sepolti vicino a ex scuole residenziali. Si stima che gli Stati Uniti abbiano avuto il doppio dei collegi rispetto al numero delle scuole residenziali presenti in Canada.

 

Photo by J. N. Choate/Creative Commons

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