Le Edizioni Dehoniane chiudono

La casa editrice bolognese ha presentato istanza di fallimento. In 60 anni pubblicati migliaia di titoli e varie riviste. Una grave perdita per l'editoria religiosa

Le Edizioni dehoniane Bologna (EDB) hanno chiesto il fallimento. L’atto formale di portare i registri contabili in tribunale è stato compiuto venerdì 8 ottobre. Si chiude una lunga e importante stagione e un prezioso servizio alla Chiesa, non solo italiana. La proprietà, la Provincia italiana settentrionale dei Sacerdoti del Sacro Cuore (dehoniani), si legge in una nota «lo ha fatto con dispiacere, ma con la consapevolezza di non essere più in grado di sostenere finanziariamente l’impresa».

Nell’immediato la decisione colpisce i 25 dipendenti e le loro famiglie, spiazzate dalla decisione, interessa alcune migliaia di autori e i numerosi abbonati alle riviste.

L’editrice ha pubblicato i primi volumi nel 1962. Nell’arco di questi sessant’anni ha messo a disposizione dei lettori 8.400 titoli, con alcuni milioni di libri venduti, coltivando i settori della Bibbia, teologia, catechesi, pastorale, spiritualità, scolastico e una ventina di riviste. 55 le collane (EDB e Marietti 1820, quest’ultima acquisita nel 2017 in un tentativo congiunto di rilancio).

La prima stagione, quella delle origini, ha fatto fruttificare grandi intuizioni, come la Bibbia di Gerusalemme, gli Enchiridion Vaticanum, i manuali di teologia. Nella seconda sono cresciuti gli apporti dei biblisti (come Ravasi, Gargano, Barbaglio, Fausti, Grilli) e dei teologi italiani. Si è allargata nel tempo l’offerta degli Enchiridion (CEI, Oecumenicum, encicliche ecc.) e si è intensificata la pubblicazione di grandi opere, come il Denzinger, il Commento al Codice di diritto canonico, il Conciliorum Oecumenicorum Decreta, il Dizionario dei concetti biblici del NT, la Concordanza pastorale della Bibbia.

Negli ultimi lustri si sono aperte nuove collane e ricercati nuovi filoni tematici, aprendosi alla cultura laica e alle figure che sostengono l’immaginario dell’Occidente moderno. Sono stati fidelizzati autori di riferimento a livello teologico (Christoph Theobald), biblico (Daniel Marguerat, Benoit Standaert, André Wénin) e divulgativo. Si è ripensata la manualistica per gli ISSR; è stato aperto e rafforzato il settore dell’editoria elettronica (con oltre 800 e-book pubblicati in pochi anni). Sono stati alimentati la comunicazione e il marketing digitale. Tutto ciò non è bastato all’interno della crisi dell’editoria religiosa nella più ampia cornice della sofferenza del panorama editoriale nazionale.

Negli ultimi anni sono stati vari i momenti difficili, che hanno portato prima alla cessione della rivista “Il Regno” e poi con il lancio del sito SettimanaNews in sostituzione della rivista cartacea Settimana vissuta dal 1946 al 2015. I tentativi di allargare la base societaria o finanche di cessione non sono andati a buon fine: da qui la decisione di avviare la procedura fallimentare. Per un anno un esecutore fallimentare valuterà la vendita dei diritti del parco libri della editrice, siano essi singoli titoli o intere collane. I sindacati chiederanno un tavolo di crisi di fronte a una decisione che ha sorpreso i più.

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