La libertà è anche esercizio di responsabilità

Un commento agli incresciosi episodi di violenza di sabato 9 ottobre a Roma

Nel grave episodio della manifestazione “no vax” di sabato, degenerata poi nell’assalto a una sede della Cgil, erano presenti sia “no vax” sia neofascisti. Ora non tutti i “no vax” sono fascisti, ma le “componenti” di quei due inquietanti momenti hanno una caratteristica comune: l’idea individualistica, e perciò fuorviante, della libertà: un’idea di libertà come diritto del singolo, sganciata da qualsiasi riferimento alla responsabilità e alla solidarietà.

Come protestanti sappiamo invece che siamo stati resi liberi per essere responsabili e per metterci al servizio di fratelli e sorelle. E siamo abituati a considerare gli strumenti che ci diamo come strumenti umani, provvisori: la democrazia è il sistema migliore che abbiamo per vivere socialmente e nel rispetto di tutti e tutte. Non è la perfezione.

Vive della capacità di confrontarsi e decidere insieme: per questo è rifiutata dai violenti. Così pure il vaccino è il più importante mezzo di contrasto al virus che imperversa dall’anno scorso (che pur nel calo dei numeri continua a uccidere e a impegnare mezzi e persone nella cura del prossimo). Non è una bacchetta magica, ma ci sta permettendo di svolgere, con limitazioni, ciò che non era possibile fare l’anno scorso.

Ci pensi chi, capovolgendo la realtà, ritiene il green pass come un ostacolo. Ciò che facciamo sulla terra, anche il meglio, non è il Regno di Dio. Ma difenderemo tutto ciò che serve a vivere nel rispetto reciproco, rifiutando un egoismo violento e irresponsabile.

 

Foto di Pietro Romeo

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