Mettere in pratica la legge di Dio

Un giorno una parola – commento a Ezechiele 20, 11

Diedi loro le mie leggi e feci loro conoscere i miei precetti, per i quali l’uomo che li metterà in pratica vivrà 
Ezechiele 20, 11

Tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri
Filippesi 4, 8

«Beato l’uomo (…) il cui diletto è nella legge del Signore», afferma in apertura il primo dei Salmi. E il Salmo 19 recita così: «La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima». In numerosi passi dell’Antico Testamento, seguire e meditare costantemente la legge del Signore è ritenuto fonte di vita e di prosperità, non solo per gl’individui ma per l’intero popolo di Dio.

Nel versetto di Ezechiele, Dio, per bocca del profeta, sta ripercorrendo la storia della liberazione del suo popolo dalla schiavitù dell’Egitto. Il tema è la persistente idolatria del popolo, già quand’era in Egitto e anche dopo la liberazione, mentre riceveva da Dio la legge che lo costituiva come popolo da lui eletto. La legge e la trasgressione di essa sono il tema costante che scandisce l’intera storia d’Israele. Eppure, benché rivolta all’intero popolo, a esser chiamato a mettere in pratica la legge del Signore è anzitutto il singolo essere umano. Dio dice infatti di aver dato al popolo le proprie leggi e i propri precetti «per i quali l’uomo che li metterà in pratica vivrà». In effetti, moltissime delle prescrizioni della Torah di Mosè, pur valendo per tutto il popolo, sono rivolte al singolo individuo.

Le odierne leggi non si rivolgono all’individuo singolo, non dicono mai: “tu”. Fondano e ordinano la vita sociale, ma non quella individuale. Molte persone si sentono oggi smarrite nell’affrontare la vita, perché navigano fra diritti e doveri nessuno dei quali è loro personalmente rivolto, e la vita personale rimane senza orientamento. La legge di Dio, invece, bada a guidare la vita non solo della società ma dei singoli individui, affinché sia una vita riuscita e compiuta agli occhi del Signore anche sul piano personale. Una tale legge sembra ledere la libertà individuale, ma è in realtà proprio quel “tu” divino a costituirci come persone responsabili che, confidando nell’amore di Dio, scelgono di mettere in pratica la sua volontà per noi, compiendo fedelmente la vita che egli ci ha dato.

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