Conservare lo slancio del servizio nell’amore

Un giorno una parola – commento a Ebrei 6, 12

L’attesa dei giusti è gioia
Proverbi 10, 28

Siate imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse
Ebrei 6, 12

L’autore biblico per la prima volta in questa lettera chiama i suoi interlocutori “carissimi” (v. 9) e li loda per la loro opera costruita nell’amore e manifestata nel servizio per la Chiesa. Egli sembra dire: avete superato tanti esami nella fede e ora siete promossi e pronti per affrontare nuove responsabilità. Siete studenti eccellenti iscritti ora ad una classe superiore!

In questo contesto così importante, segnato dal riconoscimento di una Chiesa viva e operante nell’amore, il nostro autore chiede innanzi tutto di non abbandonare lo slancio del servizio nell’amore e di accettare il nuovo cammino raccolto in queste tre affermazioni: imitatori, fede-pazienza e promesse.

Imitatori per essere in comunione con i credenti che già hanno in passato compiuto opere di vero amore e di vera fede. Dobbiamo sempre ricordare il filo che unisce i discepoli e le discepole del Signore che annunciano l’amore di Dio.

Fede e pazienza sono stati e devono ancora essere le caratteristiche della vita cristiana. Certo per molti di noi la pazienza, più che la fede, è segno di arresa e di debolezza, ma il nostro autore vuole ricordare che non vi può essere fede senza la pazienza che è segno di fiducia nel Signore.

Promesse! Cosa sono? Rappresentano, io credo, i segnali indicatori che le fatiche e le preoccupazioni dell’opera quotidiana del credente non sono inutili. Dio è Colui che rende presente la sua promessa di vittoria su ogni male perché Gesù Cristo ha vinto questo mondo.

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