Dio, sorgente di gioia per noi!

Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 16-17

In Dio ci glorieremo ogni giorno, e celebreremo il tuo nome in eterno
Salmo 44, 8

Siate sempre gioiosi; non cessate mai di pregare
I Tessalonicesi 5, 16-17

Io penso che la gioia sia per tutti noi la forza che ci permette di trovare speranza e di vivere il presente senza la paura del futuro. L’autore del nostro testo lega la gioia alla preghiera con due espressioni forti: sempre gioiosi; non cessate mai di pregare!

Questa gioia raccoglie la nostra vita in un movimento che conduce ad una vita sempre più intensa e vera. Il credente che vive la fede della resurrezione di Gesù Cristo non può avere il viso rattristato o il cuore gonfio di angoscia; in lui vi è solo la gioia della vita nuova del Signore Gesù. Il teologo Karl Barth, nella sua Dogmatica, scriveva: «Chi ha udito il messaggio pasquale [Cristo è risorto] non può più andare in giro con un volto mesto, conducendo un’esistenza malinconica come di chi è senza speranza».

La gioia non ha origine dalla situazione in cui si vive, ma nasce dal rapporto che l’uomo e la donna intrattengono con Dio, rapporto alimentato dalla preghiera. Questa gioia fatta di serenità, di pace interiore, del sapersi amati e perdonati da Dio, si espande da noi verso l’esterno sotto forma di amore fraterno, di riconciliazione, di consolazione e di aiuto.

Non trova gioia chi desidera la vita da solitario, ma chi la diffonde nell’umanità fatta di persone riconosciute parte della propria famiglia, di una umanità riconciliata e consolata, amata e sostenuta.

Per noi e per tutti gli altri Dio è gioioso e sorgente di gioia! 

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