Il Job Film Days a Torino

A 50 anni dallo Statuto dei Lavoratori si parla dei loro diritti attraverso il cinema

Proprio nell’anno in cui la pandemia da Covid 19 ha colpito duramente il mondo del lavoro, soprattutto in alcuni suoi settori, è nato a Torino il Job Film Days, festival cinematografico che si concentra sulle tematiche del lavoro e dei diritti ad esso correlati.

In realtà il motivo per cui il JFD è stato creato nel 2020 è per celebrare il cinquantenario della legge sullo Statuto dei Lavoratori, ovvero  la Legge del 20 maggio 1970 n. 300: “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”. Si tratta del documento normativo fondamentale del diritto del lavoro italiano che, parzialmente modificato e integrato nel corso di questi decenni, ancora oggi costituisce la disciplina di riferimento per i rapporti tra lavoratore e impresa e i diritti sindacali.

L’iniziativa parte da Annalisa Lantermo, direttrice del festival e medico con una lunga esperienza sulla prevenzione dei rischi sul luogo di lavoro, il cui obiettivo era conciliare questo aspetto con un’altra sua passione: quella per il cinema.

La potenza e l’efficacia del linguaggio visivo sono quindi messe al servizio del dibattito su ogni aspetto del lavoro. Infatti ogni proiezione sarà accompagnata da incontri con esperti di cinema ed esperti di lavoro.

L’edizione di questo settembre, dal 22 al 26, sarà la seconda e vede una partecipazione di partner molto alta.

«È chiaro che l’anno scorso abbiamo lavorato con difficoltà - racconta Annalisa Lantermo - però molte tematiche del festival sono state esaltate proprio per la difficoltà legata alla pandemia: c’è stata la presentazione di un film, uscito successivamente, che trattava, in una serie di interventi fatti da molte donne, della loro esperienza proprio durante pandemia, c’è stato un dibattito sul lavoro dei cinema durante le restrizioni, quindi sia la realizzazione sia i temi si sono intrecciati».

Quest'anno il Covid emergerà di nuovo in un evento off organizzato con la CNA di Torino il 29 settembre: si darà voce alle imprese che hanno resistito.

L’edizione 2021 comprende quattro sezioni: il lavoro delle donne, il lavoro nelle carceri, il cinema d’impresa (in collaborazione con l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea) e il cinema latino americano che tratta di lavoro (una sezione in partnership con la Pontificia Università Cattolica del Perù che da 33 anni presenta un festival cinematografico a Lima).

«Poi - continua Annalisa Lantermo - abbiamo organizzato due sezioni che trattano del cinema che le imprese realizzavano, per varie finalità, a partire dagli anni ‘70. A questo proposito abbiamo due eventi importanti: uno sulla Fiat, che ha prodotto diversi film riguardanti la sua attività, con un dibattito sulla città oggi e il dopo Fiat, sul modello di azienda oggi rispetto a quelli degli anni 70, e un altro evento sul cinema d’impresa realizzato dai grandi registi come Éric Rohmer o Bernardo Bertolucci. C’è poi la sezione dedicata a Stéphane Brizé che ha realizzato una trilogia di film sul lavoro, e che presenta l’ultimo film già in selezione quest’anno a Venezia. Il regista sarà presente e terrà una masterclass. Un’altra masterclass sarà con Lech Kowalski, regista di origine polacca che ha realizzato diversi film sul lavoro».

E poi ovviamente le sezioni di concorso, sostenuti da Inail Piemonte e da Camera di Commercio di Torino: uno dedicato ai cortometraggi realizzati da registi under 40 su tematiche legate al lavoro dei giovani per il futuro, infatti si chiama Job for the future. La seconda sezione è sui documentari internazionali sul lavoro.

 

 

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