Italia e libertà d'informazione: un caso esemplare

Eni chiede 100mila euro al quotidiano "Domani". Per la Federazione nazionale della stampa italiana è «un caso esemplare di querela bavaglio»

Centomila euro entro dieci giorni. Questa la richiesta, come rende noto Alfredo Faieta dalle colonne del quotidiano "Doman", avanzata da Eni, attraverso lo studio di avvocati Dentons, nei confronti del giornale diretto da Stefano Feltri.

Nella missiva, si legge nell’articolo che apre l’edizione di giovedì 29 luglio 2021, l’azienda afferma che sarebbe vittima da tempo di una campagna diffamatoria di "Domani" e poi avanza la richiesta di pagamento a titolo di risarcimento del danno che avrebbe patito, aggiungendo che altrimenti adirà le vie legali.  Soldi da versare prima ancora di una querela, una sorta di richiesta di danni “preventiva” che tra l’altro non esclude che l’Eni possa successivamente procedere con una ulteriore azione legale.

«Una richiesta a dir poco bizzarra», rileva Faieta. Tante le manifestazioni di solidarietà arrivate al direttore Stefano Feltri e alla redazione di "Domani" da parte di giornalisti, associazioni e politici, con i deputati Lorenzo Fioramonti e Rossella Muroni che annunciano anche un’interrogazione parlamentare per chiedere risposte al ministero dell’Economia.

Per la Federazione nazionale della Stampa italiana quando accaduto ai colleghi è «la dimostrazione del fatto che non si vuole intervenire sul fenomeno delle querele bavaglio perché in realtà fa comodo a tutti avere uno strumento col quale tentare di condizionare l’informazione».

 

Tratto da Articolo21.org

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