Ricordare ciò che Dio ha fatto e fa per noi

Un giorno una parola – commento a Deuteronomio 6, 11-12

Quando mangerai e sarai sazio, guàrdati dal dimenticare il Signore 
Deuteronomio 6, 11-12

Se qualcuno possiede dei beni di questo mondo e vede suo fratello nel bisogno e non ha pietà di lui, come potrebbe l’amore di Dio essere in lui?
I Giovanni 3, 17

Il «Dio è amore» incarnato nella persona di Gesù Cristo, che permea la prima lettera di Giovanni nel Nuovo Testamento è anticipato fin dalle prime pagine della Bibbia. È il Dio creatore, è colui che ha stretto un’alleanza con il popolo d’Israele sul monte Sion, è il Dio liberatore che ha fatto uscire Israele dalla schiavitù in Egitto, è colui che ha donato al suo popolo le dieci parole (I comandamenti) con le quali promette e assicura fedeltà, giustizia, amore, benessere, pace, libertà: parole-chiave; linee-guida per vivere relazioni giuste, sane e belle fra tutte le creature sulla terra dei viventi. 

In tutta la Bibbia risuona il monito e l’esigenza di ricordare tutto questo. Purtroppo, gli esseri umani hanno la tendenza a dimenticare e questa dimenticanza ha un prezzo molto alto: la perdita proprio di ciò che fa vivere e che permette a tutti e tutte un’esistenza dignitosa e libera. “Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici» (Salmo 103, 2).

 

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