Accogliere la parola amorevole e rigorosa di Dio

Un giorno una parola – commento a Proverbi 3, 11

Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore, non ti ripugni la sua riprensione
Proverbi 3, 11

La saggezza che viene dall’alto, anzitutto è pura; poi pacifica, mite, conciliante, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale, senza ipocrisia
Giacomo 3, 17

Straordinaria summa della secolare saggezza di tutti popoli, i proverbi (aforismi, motti, consigli, sentenze) offrono sempre un interessante appiglio in ogni circostanza della vita e fanno emergere la “visione del mondo” che li ispira. Nella Bibbia, il libro dei Proverbi, attribuito a Re Salomone, il savio per eccellenza,  è una raccolta nella quale è condensato il risultato di secoli di riflessioni dei sapienti d’Israele, i quali insieme ai sacerdoti e ai profeti, esprimono degli insegnamenti in grado di educare alla vita e di trasmettere di generazione in generazione la saggezza acquistata con l’esperienza. Assomigliano ad altri scritti di sapienti molto diffusi nell’Antico Oriente, ma la conoscenza delle leggi della vita non è separata dalla fede in Dio che è il punto di partenza di ogni sapienza. Essere ciò che si vuole trasmettere: questo è il grande principio pedagogico alla base del proverbio di oggi. Il maestro identifica la sua istruzione con quella del Signore il quale come un genitore, esorta, richiama il figlio, la figlia a migliorarsi, a crescere bene. Dice un altro proverbio: “Buona potatura buoni grappoli assicura”. La correzione non è rimprovero, minaccia, spauracchio ma guida sapiente della mano e della parola amorevole e rigorosa di un genitore che ama la sua creatura. Per l’ebraismo la mano destra (femminile) parla di amore e di grazia e la sinistra (maschile) di giustizia. Accettiamo la completa istruzione del Signore che ci permette di evolvere, maturare e portare frutto (cfr. Ebrei 12, 11).   

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