Usa. Ed Litton è il nuovo presidente della Southern Baptist Convention

La sua elezione segna la vittoria della componente conservatrice moderata e la sconfitta della formazione ultra conservatrice che mirava al controllo della SBC

Ieri nel corso dell’incontro annuale tenutosi a Nashville, il pastore Ed Litton è stato eletto 46° presidente della Convenzione Battista del Sud degli USA, succedendo al pastore della Carolina del Nord, J. D. Greear, rimasto in carica un anno in più a causa della cancellazione dell’Assemblea annuale della SBC del 2020 a Orlando a motivo della pandemia.

Ed Litton, pastore per 27 anni della Chiesa della Redenzione a Saraland, Alabama, ha battuto ieri al ballottaggio con 6.834 voti (52,04%) il pastore Mike Stone, che ne ha ricevuti 6.278 (47,81%): uno scarto di soli 556 voti.

Nel turno iniziale che vedeva in corsa 4 candidati, Stone, pastore della Emmanuel Baptist Church a Blackshear, in Georgia, e membro del consiglio direttivo del Conservative Baptist Network, aveva ricevuto il maggior numero di voti – 5.216 voti, ovvero il 37,48%. In corsa c’erano: il presidente del Southern Baptist Theological Seminary, Albert Mohler, per il quale erano stati espressi 3.764 voti (26,32%); il direttore esecutivo della Northwest Baptist Convention, Randy Adams con 673 voti (4,71%); e Litton che aveva ricevuto 4.630 voti, ovvero il 32,38%.

L’elezione di Ed Litton al ballottaggio segna la vittoria della componente conservatrice moderata all’interno della Convention e la sconfitta del Conservative Baptist Network, formazione ultra conservatrice di pastori e leader che mirava al controllo della maggiore denominazione cristiana evangelica degli USA.

Alla conferenza stampa seguita alla vittoria, Litton, riferendosi alle tensioni che hanno agitato la SBC nei mesi precedenti l’incontro annuale della Convenzione (il più partecipato di sempre, con ben 15.691 delegati), ha enfatizzato il bisogno di guarigione: «Siamo una famiglia e a volte possiamo sembrare disfunzionali. Ma noi ci amiamo… Questa è una famiglia, e a volte le famiglie discutono in modo tale che i vicini la vedano, ed è un po’ quello che voi [i media] avete visto. Ma la realtà è che lasceremo questo luogo concentrati, con una direzione – e credo una direzione migliore – per il futuro». Più avanti ha poi detto: «Il mio obiettivo è costruire ponti, non muri».

Secondo alcuni la posta in gioco per la SBC, che spesso ha guidato l’evangelicalismo americano bianco, non era mai stata così alta. Nei mesi scorsi la Conservative Baptist Network, fazione ultraconservatrice nella denominazione già notoriamente conservatrice, ha attaccato più volte la leadership della SBC per essere un’élite fuori dal mondo, sbilanciata troppo a sinistra sulle questioni sociali. E in vista dell’incontro annuale, c’era stata una forte mobilitazione della Conservative Baptist Network affinché ci fosse una ampia partecipazione degli ultra conservatori.

Il clima prima delle votazioni è stato infuocato. «Siamo in un momento decisivo per la nostra Convention», ha detto il past. J. D. Greear, presidente uscente, all’assemblea poche ore prima che eleggessero il suo successore. «Siamo principalmente un gruppo di affinità culturali e politiche, o vediamo come nostra vocazione primaria l’essere testimoni del Vangelo?» ha chiesto Greear. «Qual è la parte più importante del nostro nome: Southern o Baptist? (…) Il pericolo del liberalismo è reale, ma lo è anche il pericolo del fariseismo».

Nel corso dei lavori è stata approvata la mozione programmatica Vision 2025, con la quale i delegati si sono impegnati a raggiungere entro il 2025 «ogni persona, ogni comunità, ogni città e ogni nazione» col messaggio del Vangelo. In vista di questo ambizioso progetto la mozione ribadisce l’importanza delle agenzie missionarie (Il North american mission board, e l’International mission board), l’obiettivo di fare nascere nuove chiese, l’impegno a raggiungere giovani e giovanissimi.

La mozione, inoltre, si impegna sui delicati temi degli abusi sessuali e del conflitto razziale. Quest’ultimi sono stati motivo di grande dibattito e tensione all’interno della SBC, attraversata recentemente da scandali a sfondo sessuale e da forti divisioni sulla cosiddetta Critical Race Theory, secondo cui le istituzioni, le leggi, la storia stessa degli USA sono fondati sul razzismo per perpetrare il potere dei bianchi.

Alla domanda su come la SBC dovrebbe difendersi dalle accuse di cattiva gestione nei casi di abusi sessuali, Litton ha sostenuto la necessità di avviare un’indagine indipendente. «Dobbiamo esaminare la questione a fondo», ha detto, «e riferire in modo tempestivo alle persone della Convenzione per capire cosa è realmente accaduto. Penso inoltre che dobbiamo essere pastorali nel modo in cui trattiamo le vittime: come le ascoltiamo, con empatia e simpatia. Vogliamo far risuonare tutto questo ed esporlo alla luce». Ciò include, ha sottolineato, anche l’obiettivo di rendere tutte le chiese luoghi sicuri per i più vulnerabili.

 

 

 

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