Un’alba di rinascita

Un giorno una parola – commento a Salmo 143, 8

Al mattino fammi udire la tua bontà, perché in te confido 
Salmo 143, 8

La mattina, mentre era ancora notte, Gesù si alzò, uscì e se ne andò in un luogo deserto; e là pregava
Marco 1, 35

Visto l’andamento di questa notte di pandemia che ha avvolto l’umanità in un manto di nero (colore del lutto per noi occidentali), possiamo spingerci a dire che – grazie a Dio – l’umanità sta vivendo un’alba di rinascita.

Il Signore, per chi ha il privilegio della fede, sta facendo ascoltare la sua voce di bontà ai suoi eletti, ci sta facendo gustare con quanta bontà ci ha preservati, traendo le nostre vite dal pantano fangoso (cfr. Salmo 40, 2).

Dio, Padre fedele alla sua Parola, ha fatto sì che il diluvio non ci distruggesse totalmente, e possiamo affermare con Geremia: «È una grazia dell’Eterno se non siamo stati interamente distrutti, le sue compassioni si rinnovano ogni mattina» (Lamentazioni 2, 22s).

Eccoci, dunque, a vivere un’alba di rinascita, di ritorno alla luce che da credenti ci deve vedere impegnati/e affinché questa rinascita non sia solo economica, industriale. Mai come oggi siamo chiamati e chiamate a raggiungere le menti e i cuori di tante persone che si erano smarriti in questa società di falsi miti e falso benessere.

Questo tempo ci offre una grande opportunità: proclamare a chi è povero che questa è l’alba del giorno della salvezza. Proclamare al povero… E – diciamolo pure – chi è più povero di colui o colei che non ha Dio nella propria vita?

Oggi diviene urgente e necessario predicare la Parola della salvezza, perché: «Questo è il giorno che il Signore ci ha preparato; festeggiamo e rallegriamoci in esso» (Salmo 118, 24).

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