Carriera e triste fine di Thomas Cromwell

Si conclude la trologia della scrittrica Hilary Mantel dedicata alla dinastia dei Tudor

Con Lo specchio e la luce*, Hilary Mantel completa la trilogia dei romanzi dedicati alla dinastia dei Tudor. Il protagonista è Thomas Cromwell, in quell’epoca segretario particolare, magistrato responsabile degli archivi dell’Alta Corte di giustizia, Lord custode del Sigillo privato, vicereggente degli Affari spirituali, con il potere di intervenire sulla soppressione degli ordini monastici e l’incameramento dei beni della chiesa, i cui introiti servono per rimpinguare le casse del Regno e soprattutto per fondare nuovi istituti di istruzione. Thomas Cromwell era dunque l’uomo più potente del Regno d’Inghilterra dopo Enrico VIII.

Il volume, uscito in Italia nell’autunno del 2020, è la continuazione degli altri due romanzi storici della stessa autrice usciti nel 2011 e 2013 sempre per Fazi1: ponderoso ed epico allo stesso tempo, con le sue 1134 pagine e un centinaio di personaggi storicamente esistiti, salvo qualche eccezione, narra la parabola degli ultimi quattro anni di vita di Thomas Cromwell (1536-1540) e della sua precipitosa caduta in 48 giorni verso il patibolo. La capacità eccezionale dell’autrice è di trasformare i personaggi storici in protagonisti di un romanzo.

Sono anni cruciali per le vicende politiche, e non solo, sia del regno d’Inghilterra sotto Enrico VIII sia dell’Europa nella prima metà del ‘500. Lo scenario si apre il 19 maggio 1536, con la decapitazione di Anna Bolena. Il partito di corte più conservatore sperava di poter prendere il sopravvento, ma Cromwell riesce a sventare tale progetto (anzi dice con disprezzo “tutti papisti”) e favorisce l’ascesa di un altro partito, quello dei Seymour, assecondando, come al solito, il volere del re.

Enrico VIII porta all’altare, dieci giorni dopo l’esecuzione della Bolena (29 maggio), una dama di compagnia della regina, Jane Seymour – donna tranquilla, di un pallore argenteo e notoriamente virtuosa, il cui motto è “paga di obbedire e servire” – che l’anno seguente gli dà il tanto sospirato erede maschio, il futuro Edoardo VI. Sfortunatamente dopo 12 giorni dal parto, Jane Seymour muore di febbre puerperale, creando una grande frustrazione nel re, che pensava di aver raggiunto il massimo della felicità e di poter condividere i prossimi anni di regno con la tanto sospirata sposa ideale.

Intanto in quegli anni, il primate d’Inghilterra Thomas Cranmer (teorico dello scisma anglicano) e Thomas Cromwell cercano di favorire una riforma della chiesa inglese che assomigli sempre più a quella luterana. Nonostante tutti gli sforzi profusi, il luteranesimo del Continente non riuscirà ad agganciare l’irriducibile isolazionismo dell’Inghilterra: Londra continuerà a proclamarsi cattolica, anche se chiaramente fuori dalla giurisdizione papale (è il periodo dell’Atto dei sei articoli)2.

Siamo nel 1538, il re ha 47 anni, e comincia a porsi il problema di un nuovo matrimonio. Thomas Cromwell, perfetto esecutore dei voleri del re, crede di poter perseguire nel migliore dei modi la propria politica militare, sociale e religiosa3 allacciando accordi con i principi luterani, e a questo fine induce Enrico VIII a sposare in quarte nozze la sorella del duca di Clèves4, Anna, per creare in tal modo un vincolo permanente fra Inghilterra e Germania. Le trattative vanno per le lunghe, e la vicenda di questo matrimonio ha dell’incredibile! Cerchiamo di puntualizzarne alcuni aspetti.

Nell’ottobre 1539 viene firmato il trattato di matrimonio senza che il re avesse visto la futura sposa, salvo che il ritratto di Hans Holbein. Inoltre, nel dicembre del 1539, la fantasia del re aveva cominciato a correre: l’attesa di una giovane moglie innocente e sconosciuta era un’esperienza per lui nuova. Il 31 dicembre il re si trova a Greenwich e decide di fare una sorpresa alla promessa sposa: vestito di tutto punto fece irruzione nella stanza ove alloggiava la duchessa. La sua delusione fu cocente tanto è vero che dopo aver lasciato Anna, il re disse a Cromwell: «non mi piace!».

Qual è la differenza tra ciò che Enrico vide e ciò che si aspettava di vedere? Certo che l’atteggiamento di Anna – austera e algida – non si avvicinava minimante ai comportamenti di una Corte come quella inglese, da sempre provava ammirazione per uno stile di tipo “francese”, orientato al divertimento e al piacere. A tal proposito si racconta che il re imprecasse perché gli avevano portato «una cavalla delle Fiandre, non una Venere come l’avevano raffigurata invece i vari inviati e agenti inglesi che avevano avuto modo di vedere Anna di Clèves». Nel frattempo, dato che il contratto era stato ormai stipulato, andava onorato.

Infatti la sera dell’Epifania del 1540 ebbe luogo il matrimonio tra Enrico VIII, vedovo di 48 anni con tre figli, e Anna di Clèves, una giovane straniera che aveva la metà dei suoi anni: grandi speranze da parte di Anna, delusione da parte del re. Tutte le testimonianze concordano su un punto: il matrimonio fu un fallimento e non fu neppure consumato, tanto è vero che per pronunciare una nuova sentenza di divorzio, il 9 luglio 1540 il re convoca gli obbedienti vescovi d’Inghilterra.

Il ripudio della duchessa di Clèves5, per citare Giorgio Spini, non era dovuto solo alla reazione dell’«inguaribile sensuale» Enrico VIII alla «grassa e brutta fiamminga», ma aveva soprattutto la precisa motivazione di evitare l’alleanza con i principi tedeschi per proseguire quella politica di «isolamento insulare rispetto ai conflitti europei» che era stata sempre tipica dell’Inghilterra dei Tudor6. Da notare che già dalla primavera del 1540 la posizione di Cromwell era traballante, sia dal punto di vista della dottrina sia dal punto di vista della gestione del potere e di ciò approfittarono i suoi nemici di sempre, l’entourage cattolico, capeggiato dal reazionario duca di Norfolk, la cui nipote, Caterina Howard, era la nuova fiamma del re.

Il re via via si convince dell’“eresia” di Cromwell, tanto da ordinarne l’arresto: così cadeva l’uomo più potente del regno dopo il re, colui che lo aveva servito per dieci anni. Cromwell fu condannato a morte per alto tradimento e con un atto di confisca, per cui non ci sarebbe stato nessun processo. Era una legge fatta approvare da lui stesso, e paradossalmente fu applicata per la prima volta proprio sulla sua persona! La decapitazione avvenne il 28 luglio 1540, lo stesso giorno del matrimonio di Enrico VIII con Caterina Howard, la stessa che lo seguirà sul patibolo diciotto mesi dopo per comprovato adulterio.

In conclusione, dalla trilogia sui Tudor emerge l’immagine di Thomas Cromwell, il quale aveva nei confronti del re una vera e propria devozione, ben rispecchiata dalla seguente affermazione: «Voi siete l’unico principe. Siete lo specchio e la luce degli altri re». Le pagine finali del romanzo sono forse le più appassionanti perché ci riportano i pensieri e le riflessioni negli ultimi giorni di vita di questo singolare personaggio: figlio di un fabbro ferraio, un plebeo e perciò odiato dalla Corte per i suoi successi, un uomo dalla memoria prodigiosa e dalla fede inossidabile, un uomo capace di soffrire, amare e anche odiare in silenzio.

1. Il primo volume Wolf Hall del 2011 e il secondo Anna Bolena, una questione di famiglia, del 2013, sono stati recensiti su Riforma il 19 e il 26 giugno 2015.

2. La struttura della Chiesa anglicana, verrà definita dai «39 articoli» durante il regno di Elisabetta I (1558-1603).

3. Cromwell favorì sul piano sociale le leggi a favore dei poveri e sul piano religioso la divulgazione della Bibbia in lingua

 inglese, che ogni chiesa in Inghilterra doveva possedere.

4. Il ducato di Clevès estendeva i propri domini in posizione strategica fra il Reno e le Fiandre fino a lambire i Paesi

 Bassi. Abbondava di allume, assente in Inghilterra, necessario per tessere e conciare.

5. Anna di Clèves rimarrà alla Corte inglese come terza dama del Regno, dopo le figlie del re.

 Morirà dieci anni dopo Enrico (1557).

6. Cfr. G. Spini, Storia dell’età moderna, Torino, Einaudi, 1965, vol. I, pp.186-187.

* H. Mantel, Lo specchio e la luce. Roma, Fazi, pp. 1134, euro 22,00.

 

Foto: Ritratto di Thomas Cromwell, Hans Holbein il Giovane - The Frick Collection

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