Dio ci chiede di essere pronti e pronte al cambiamento

Un giorno una parola – commento a Atti degli apostoli 10, 36

Darà incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide e al suo regno
Isaia 9, 6

Questa è la parola ch’egli ha diretta ai figli d’Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti
Atti degli apostoli 10, 36

Il capitolo costituisce veramente il cardine del Libro degli Atti, perché segna il passaggio dall’annuncio della buona notizia ai soli figli d’Israele, all’annuncio rivolto anche ai pagani: con la conversione e il battesimo di Cornelio e di tutta la sua famiglia, la fede cristiana si apre a tutti.

Non è stato facile per Pietro capire e accettare questo cambiamento così totale. Ma dopo la visione della tavola imbandita coperta di carni impure, e l’ordine “ammazza e mangia”, Pietro ha capito e accettato che non doveva esistere più la separazione fra ebrei e gentili a cui lui, come ogni devoto ebreo, era abituato. 

L’incontro fra Pietro e Cornelio, guidato in ogni dettaglio dallo Spirito Santo, culmina nel versetto di oggi: Dio ha inviato la parola ai figli di Israele; ha annunciato la buona notizia di pace per mezzo di Gesù Cristo; Egli (Dio) è il Signore di tutti. Di tutti, non solo degli Israeliti.

È stato certo un messaggio spiazzante per le persone cresciute seguendo i canoni della Legge. Ma Dio è spiazzante. Sta a coloro che credono in Lui di sapersi adattare, di saper accettare il cambiamento. 

È successo altre volte; basta pensare alle Riforme del ‘500. 

Anche a noi Dio può chiedere di cambiare, di modificare le nostre abitudini di credenti; magari non ci chiederà niente di epocale come quello che chiese alla nascente comunità dei cristiani, o come ai tempi delle Riforme.

Ma oggi, in un’epoca in cui i nostri culti sono sempre meno frequentati, in cui le comunità sono in “stabile decrescita”, sarebbe auspicabile, come qualcuno suggerisce, “ripensare e almeno in parte riformare il culto cristiano… per renderlo più conforme alla sua natura e alla sua ragion d’essere”. Sto citando liberamente dal libro di Paolo Ricca, Happening dello Spirito.

Dunque, ogni qualvolta Dio ci chiede di adattarci, di cambiare, sia nel grande che nel piccolo, è importante essere sempre disponibili e rispondere: eccomi; sono pronto, sono pronta.

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