Siamo amati e amate da Dio

Un giorno una parola – commento a Salmo 37, 23-24

I passi dell’onesto sono guidati dal Signore; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il Signore lo sostiene prendendolo per mano 
Salmo 37, 23-24

In tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati
Romani 8, 37

Se cade: il terribile caso della vita. Se cade: il terribile se, la condizione della vita. Se cade: la terribile possibilità, se non probabilità, di una crisi, di un incidente, di una malattia, di una perdita e, infine, più di una possibilità o di una probabilità, la certezza della morte. Prima o poi cadiamo tutti. Non solo coloro che hanno fatto di tutto per cadere, non solo coloro che hanno fatto cadere altri, non solo coloro che hanno affidato la loro vita e quella degli altri letteralmente al caso. Ma anche gli onesti, i giusti, coloro che si sono affidati al Signore, e le cui vite sono gradite dal Signore.

Apparentemente non c’è differenza: il destino, la morte non guarda in faccia a nessuno, tutti cadiamo ugualmente, conclusione: la vita è comandata dal caso, avviene in libera caduta, e noi tutti siamo casi della vita. Questo cadere che in fondo caratterizza la nostra esistenza non è altro che la forza della gravità che, da un lato, ci tiene saldamente con i piedi per terra in questa vita, fedeli a questa terra; dall’altro, è anche la forza che non molla finché non siamo abbattuti, sottoterra. Questa forza è contrastata soltanto da parole come questa, parole che ti fanno sentire la mano forte del Signore, anch’esse una forza; i primi testimoni della forza ascensionale della risurrezione, non a caso, la chiamavano una potenza di Dio (cfr. Romani 1, 16). E per farsela sentire gli uni agli altri, si davano anche una mano gli uni agli altri.

Perché fa la differenza: Dio prende in mano la nostra caducità assumendola tutta al suo servizio, devono cooperare anche le cose inutili crisi, incidenti, malattie e perfino la morte. Non comandano più, ma devono anch’essi servire. Ora ci possiamo dare una mano. E questo sì che fa la differenza: che siamo amati.

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