Il Piemonte dice no ai corridoi umanitari

Bocciato dalla maggioranza del consiglio regionale l’ordine del giorno presentato da Monica Canalis

Il Piemonte dice no ai corridoi umanitari.

Nella seduta del consiglio regionale dello scorso 18 febbraio la maggioranza ha respinto un ordine del giorno presentato dalla consigliera in quota PD Monica Canalis nel quale veniva richiesto alla regione di farsi intermediaria presso il Governo per l’attivazione dei corridoi umanitari, ovvero l’accoglienza delle fasce più vulnerabili dei profughi presenti al confine tra Bosnia e Croazia, bloccati lungo la rotta balcanica e vittime di un’emergenza umanitaria di portata storica.

Un diniego, quello della maggioranza, che l’assessore Maurizio Marrone, intervenuto in aula, ha motivato spiegando che una tale posizione contrasta con la politica regionale, contraria al favorire l’immigrazione di massa. Un rifiuto, di fatto, a intervenire su una situazione drammatica che vede coinvolte circa 15.000 persone, tra cui numerose donne e bambini.

«Siamo molto delusi da questa decisione - spiega la stessa Monica Canalis - dal momento che la mia proposta era già frutto di una intermediazione: sono infatti convinta che la maggior parte, se non tutti i profughi presenti al confine croato-bosniaco, presentino le credenziali per ottenere lo status di rifugiati. Nonostante ciò ho limitato la richiesta alle fasce più deboli, convinta che in questo modo la richiesta sarebbe stata accolta».

Una risposta, quella della maggioranza, che esprime una posizione politica chiara e inequivocabile, oltre che puramente ideologica, dal momento che l’ordine del giorno non richiedeva un impegno rilevante, soprattutto dal punto di vista economico. «La principale richieste era quella di farsi da intermediari e promuovere presso il Governo l’iniziativa che, ricordiamo, può essere messa in atto soltanto da Roma - spiega Canalis - In secondo luogo veniva richiesto un sostegno alle numerose associazioni che in questo periodo sono intervenute in aiuto di queste persone, attraverso un’attività d’informazione e azioni come per esempio l’attivazione di convenzioni con aziende piemontesi per la fornitura di beni come sacchi a pelo e simili. Non si trattava quindi di un impegno particolarmente gravoso, ma di una semplice presa di posizione politica, la quale è arrivata, ma in senso opposto».

La consigliera d’opposizione sottolinea anche come tale atteggiamento contrasti in sostanza con il sentimento comune della cittadinanza piemontese «Nonostante la pandemia e le conseguenti difficoltà economiche delle famiglie nessuno ha esitato a mobilitarsi per raccogliere denaro e materiali per i profughi. Ci colpisce come l’attuale amministrazione sia così lontano dal sentire comune dei cittadini» .

Una decisione che preoccupa anche in chiave politica, dal momento che buona parte delle forze che governano il Piemonte hanno sostenuto il nuovo governo presieduto da Mario Draghi. «Pensavamo che la svolta europeista proclamata con l’appoggio al Governo entrante potesse modificare determinati atteggiamenti. Il timore è che si tratti solo di una facciata e che gli intenti dichiarati da Mario Draghi, che nel suo discorso in Parlamento ha chiaramente parlato di un’accoglienza coordinata con l’unione Europea e di cui i corridoi Umanitari sono un esempio lampante, possano essere ostacolati dalle forze di destra che lo sostengono».

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