Il cordoglio del Consiglio ecumenico delle chiese per la morte di Attanasio, Iacovacci e Milambo

Il Cec ha duramente condannato l’attacco al convoglio delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo

Il segretario generale ad interim del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), Ioan Sauca, ha duramente condannato l’attacco omicida che ha colpito il convoglio delle Nazioni Unite nella Repubblica Democratica del Congo nel quale sono stati uccisi l’ambasciatore italiano Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista del convoglio Mustapha Milambo.

«Questo attentato - si legge sul sito del Cec - avviene in un contesto già sofferente per le atrocità commesse da gruppi armati. La violenza è diventata parte di un modello sistematico che instilla paure, produce estorsioni e crea scompiglio nella società. Il Consiglio ecumenico delle chiese condanna questa violenza. Chiediamo la fine di questi vili attacchi insensati contro gli operatori umanitari. Rivolgiamo una preghiera con profondo cordoglio alle famiglie che hanno perso i propri cari».

La delegazione dell’ambasciatore era in viaggio per raggiungere e visitare il lavoro di un programma dedicato all’alimentazione scolastica a Rutshuru, quando è avvenuto l'attacco.

«Con una storia complicata e lunga di violenza etnica transfrontaliera, interferenze esterne e sfruttamento di ricche risorse minerarie, i conflitti nella regione hanno implicazioni nazionali, regionali e internazionali. Questa tragedia, dovrebbe riaffermare l’impegno del mondo a portare pace, sicurezza e giustizia nella regione. Il nostro obbligo morale - ha concluso Sauca - è quello di sostenere le comunità locali sottoposte a tremende sofferenze ormai da troppi decenni».

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