Equità ed inclusività

È quanto ha chiesto ieri, il giorno prima del Martin Luther King Day, il senatore Raphael Warnock, pastore battista e senatore della Georgia, durante il suo sermone presso la chiesa dove fu pastore proprio King

Oggi, terzo lunedì del mese di gennaio, è il Martin Luther King Day, festa nazionale degli Stati Uniti d’America istituita nel 1986 dall’allora presidente Ronald Reagan, nella quale si onora la vita del pastore battista afroamericano e leader dei diritti civili Martin Luther King, e le sue battaglie per la giustizia, l’uguaglianza e la dignità di tutte le razze attraverso l’azione nonviolenta.

Le proteste del movimento Black Lives Matter contro le discriminazioni razziali avvenute nell’anno appena trascorso, e il terribile assalto a Capitol Hill avvenuto il 6 gennaio scorso, hanno eloquentemente mostrato che la società americana è ancora lontana dall’uguaglianza sociale rivendicata dal pastore King.

Lo ha ben evidenziato ieri, nel suo sermone prima del Martin Luther King Jr. Day, il pastore battista Raphael Warnock, primo afroamericano eletto senatore in Georgia che ha trascorso gli ultimi 15 anni alla guida della Ebenezer Church, la chiesa di Atlanta dove predicava proprio Martin Luther King Jr.

Warnock ha chiesto equità e inclusività in un momento in cui gli americani si sentono come se vivessero “in esilio”. «Ci sentiamo come se vivessimo in esilio, in una terra resa straniera da una pandemia che nessuno ha mai visto. Una terra resa straniera dal calo economico. Una terra resa straniera da un discorso politico e retorico che continua a raggiungere livelli minimi. Una terra resa straniera quando abbiamo assistito all’impensabile, quando la stessa casa del popolo è stata attaccata da coloro che sono guidati dai peggiori impulsi, fomentati dai demagoghi», ha detto Warnock riferendosi alla rivolta del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti.

Il culto della chiesa è stato pubblicato online a causa della pandemia di Covid-19. Warnock ha tenuto il suo sermone sul libro di Isaia, concentrandosi sull’esilio babilonese. Ha citato specificamente il capitolo 40, in cui il profeta annuncia conforto a coloro che sono stati esiliati. Citando il versetto 4, «Ogni valle sia colmata, ogni montagna e ogni collina siano livellati; i luoghi accidentati diventino pianeggianti. Allora la gloria del Signore sarà rivelata, e tutti, allo stesso tempo, la vedranno», il predicatore ha affermato: «Nella visione di Dio per la terra, non solo c’è equità, integrità, inclusività. Nell’economia di Dio, c’è posto per tutti: rossi, gialli, neri e bianchi», che spesso sono «schiacciati dai meccanismi di sistemi che non si preoccupano di loro». Ricordando Eric Garner, un nero 43enne che vendeva sigarette di contrabbando a Staten Island, ucciso nel 2014 da un agente di polizia, e George Floyd, afroamericano di 43 anni ucciso nel maggio 2020 a Minneapolis da un agente di polizia che lo ha soffocato con il suo ginocchio, Warnock ha lanciato un’aspra critica: «Nel frattempo, i banchieri di Wall Street hanno distrutto miliardi di dollari di ricchezza familiare attraverso la frode sui mutui, e hanno quasi mandato in rovina l’intera economia americana. George Floyd è morto, Eric Garner è morto, e nessun banchiere è andato in prigione».

 

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