Il Regno di Dio giunge a noi senza di noi

Un giorno una parola – commento a Matteo 3, 2

Ascoltate la parola del Signore, o figli d’Israele. Il Signore ha una contestazione con gli abitanti del paese, perché non c’è verità, né misericordia, né conoscenza di Dio nel paese
Osea 4, 1

Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino
Matteo 3, 2

Il Regno, sì, da sempre è stato uno degli elementi più problematici da affrontare per la teologia cristiana. Un Regno sicuramente diverso dai reami terreni, diverso da quelle potenze offerte a Gesù nella tentazione nel deserto, un Regno non caratterizzato da un’evidenza palpabile né da una comprensione riducibile alla razionalità. È un Regno che richiede come presupposto, evidente nelle stesse parole del Battista, la conversione, il cambiamento di rotta dei nostri ragionamenti e anche delle nostre necessità. Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino”: portate verso Dio i vostri pensieri, considerate che il Regno che scende dai cieli, la regalità di Dio, non si realizza per un concorso di cause naturali né con la partecipazione dell’uomo e delle sue opere; il Regno non è un sommo bene conquistabile con le nostre proprie forze, un graduale ottenimento di una situazione di benessere e di pace dove Dio sarebbe co-artefice della nostra salvezza (e noi suoi pari nella Signoria).

Il Regno è, e viene, senza la nostra collaborazione, senza la nostra disposizione o i nostri atteggiamenti d’accettazione: non dobbiamo chiederci se possiamo avere il Regno in noi, nei nostri pensieri, nei nostri sentimenti, nelle nostre capacità solidaristiche, ma dobbiamo chiederci solo se apparteniamo o no ad esso. Il Regno dei cieli sulla terra è la presenza fattiva, ferma e testarda di Dio in mezzo a noi, presi singolarmente e collettivamente, un Dio che nella storia dell’uomo fa la Sua storia. Il Regno giunge a noi senza di noi e noi non ce ne possiamo impadronire: questa è furbizia religiosa, sublimazione del divino, superba illusione dell’umano. 

Il Regno è stabilmente giunto in Gesù Cristo ma anche continua a venire, per i molti, assieme a Lui che ne è unico Re e Signore.

Immagine: Mosaico simbolico del soffitto con l'Agnello di Dio al centro del presbiterio, Chiesa Basilica di San Vitale, VI sec, Ravenna

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