L’arte delle lacrime

Attraverso il disegno i giovani immigrati, che attraversano il confine tra Texas e Messico, raccontano le loro storie, le loro paure e persino la fede che li ha sostenuti durante il difficile viaggio

Sei anni fa, Nohemi Cuéllar e suo marito Gregory Cuéllar, pastore e professore di Antico Testamento presso il Seminario teologico presbiteriano di Austin (Texas), hanno avviato un ministero che aiuta i giovani immigrati, che entrano negli Stati Uniti attraverso il Texas meridionale, ad esprimere attraverso il disegno le loro storie, le loro paure e persino la fede che li ha sostenuti durante il viaggio.

Presso il centro di sostegno McAllen (Texas), i bambini vengono accolti in un contesto di cura: oltre a cibo e nuovi indumenti, si offrono pastelli, pennarelli e dei fogli di carta su cui i giovani rifugiati possono disegnare la loro traversata al confine tra il Texas e il Messico. Il viaggio può durare dagli 8 ai 30 giorni; si spostano su autobus, treni e furgoni, ma per molti l’unica opzione è camminare per lunghe ore nel deserto. Spesso, le madri single subiscono stupri. Questi bambini e giovani arrivano esausti, traumatizzati, disorientati, maltrattati, affamati e assetati.

I disegni realizzati hanno dato vita al progetto Arte de Lágrimas: attraverso l’arte i bambini raccontano momenti importanti della loro esistenza, portando gli spettatori adulti a commuoversi dinanzi alla rappresentazione di tanto dolore.

Sabato scorso i Cuéller hanno partecipato alla conferenza “Accoglienza evangelica e Regno di Dio”, organizzata quest’anno da Presbyterian Border Region Outreach, un’organizzazione binazionale con cinque sedi ministeriali lungo il confine tra Stati Uniti e Messico che si estende dall’Arizona al Texas.

nohemi_cuellar_e_suo_marito_gregory_cuellar_0.jpgLa famiglia Cuéllar

«All’inizio è stato difficile per i genitori fidarsi di noi», ha detto Nohemi Cuéllar. «I bambini avevano appena fatto un viaggio difficile che, in alcuni casi, durava fino a un mese, e l’essere bambini non faceva parte di quel viaggio. Ma quando i volontari consegnavano loro il materiale artistico, allora si mettevano sul pavimento a disegnare, colorare, ritornando di nuovo ad essere bambini».

Quei disegni, poi, venivano donati dai bambini ai volontari. «Erano gesti di apprezzamento verso di noi», ha detto il pastore Gregory Cuéllar. «Abbiamo pensato a come gestire quell’arte, sapendo che volevano condividerla con noi. Sapevano che li avremmo ricordati nelle nostre preghiere e avremmo condiviso le loro esperienze con persone che avrebbero potuto pregare per loro». «L’arte», ha aggiunto Cuéllar, «era un modo per entrare nella loro storia».

Recentemente delle mostre di Art of Tears sono state ospitate presso il McCormick Theological Seminary, il Garrett-Evangelical Theological Seminary, l’Università del Texas ad Austin, l’Austin Seminary e l’Union Theological Seminary.

«È un piccolo frammento dal punto di vista (dell’artista), ma quell’arte diventa cruciale: quando la narrativa mediatica dominante criminalizza quanti attraversano il confine, quei lavori sono una contro-narrativa», ha detto Gregory Cuéllar.

«La nostra speranza», ha aggiunto Nohemi Cuéllar, «è che il messaggio nato dal loro cuore e fissato sulla carta porti consapevolezza alle nostre comunità di fede». A seguito dell’emergenza Covid si sono interrotte le mostre in presenza, ma da qualche mese è possibile vedere i lavori online (https://artedelagrimas.org/gallery).

 

Foto: per gentile concessione di Arte de Lágrimas

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