Academy for Christian Art

Un'accademia virtuale per esplorare la religione cristiana attraverso l’arte. E viceversa

Tra le tante piattaforme che nascono per far fronte al periodo di emergenza per permettere a ai progetti, agli incontri, agli scambi culturali di andare avanti e non vanificare tempo di progettazione, c’è anche Academy for Christian Art.

La piattaforma era in cantiere già da un po’ e nasce dalla passione per l’arte cristiana di Emanuela Fogliadini, docente di Storia della teologia dell'Oriente cristiano presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale e l'Istituto superiore di Scienze religiose a Milano e dal 2015 è coordinatrice delle attività culturali della Fondazione Ambrosiana Paolo VI, e di François Bœspflug, storico del cristianesimo e dell’arte cristiana. Insieme, oltre a diversi saggi e articoli, hanno pubblicato La risurrezione di Cristo, una presentazione teologico artistica di opere dal IV secolo fino a oggi della Risurrezione, Volti del mistero. Il conflitto delle immagini tra Oriente e Occidente e La fuga in Egitto, che si sviluppa sulla rappresentazione della Sacra famiglia durante il suo esodo forzato.

Insieme hanno pensato fosse necessario creare un luogo in cui poter condividere la passione la rappresentazione che il sacro ha assunto nelle varie espressioni del cristianesimo. Lo scopo è condividere, dialogare e su questi temi con degli esperti e aprire la discussione al pubblico. La collaborazione è aperta anche a molti esperti che si alterneranno sulla piattaforma per offrire spunti sempre più ampi e permettere agli appassionati, o interessati, all’arte cristiana in senso ampio, di avere contenuti interessanti su questo tema.

La professoressa Emanuela Fogliadini racconta che «l’intento è proprio quello di guardare l’arte non semplicemente da un punto di vista storico-artistico, né confessionale, ma mettere insieme i saperi, esplorare mondi vicini e lontani nel tempo e nello spazio con ampia libertà. Ai relatori che interverranno non saranno dati filtri. Ci  saranno esperti sia di arte che di teologia che permetteranno a coloro che sono interessati a partecipare ai corsi di contemplare meglio alcuni soggetti attraverso l’analisi storica e la contemplazione delle immagini. Ovviamente il contenuto religioso non si può assolutamente dimenticare, anzi il nostro scopo è quello di valorizzarlo».

Come si usa la piattaforma?

«Quello che offre sono corsi di quattro lezioni che si svolgono in settimana e di domenica pomeriggio, o dei focus , dei mini corsi di due lezioni, a coloro che sono interessati. Academy è un’associazione culturale quindi partecipare a un corso significa sostenere il progetto che c’è dietro; è importante per noi avere la possibilità di accogliere intuizioni e suggerimenti, per migliorare questa avventura condivisa, da parte di coloro che si assoceranno.  Ci si iscrive attraverso la piattaforma, il sito academyforchristianart.com e chi vi accede troverà due lingue disponibili: per ora il progetto è rivolto in particolare al pubblico italiano e francese, l’anno prossimo speriamo di ampliarlo per il pubblico anglofono. Attraverso il sito ci si associa e ci si iscrive a uno o più corsi».

Cosa ha ispirato il lancio di questo progetto?

«Gli spunti sono tanti e la nostra idea è quella di tenere aperto lo spettro degli interessi. Personalmente mi occuperò più di arte bizantina e ortodossa, il prof. Bœspflug si occuperà più di arte occidentale, ci sarà mons Buzzi che si occuperà dei mondi luterani e personalmente vorrei fare qualche affondo sulle interessanti scoperte e nuove interpretazioni anche nei mondi calvinisti. Vogliamo tenere aperto ampio lo spettro di diverse confessioni e anche di diverse epoche. Non avevamo la possibilità, da parte delle istituzioni in cui lavoriamo e siamo contenti di lavorare, di dare così ampio spazio a diversi aspetti dell’arte cristiana. La formula, che quando la pensammo non era ancora alla moda, di fare dei corsi online attraverso una piattaforma, permette di parlarsi e di registrare; dà anche alla possibilità a coloro che sono lontani, che diversamente non verrebbero a Milano o a Parigi, di partecipare e di poter interagire. Personalmente, come insegnante che a volte si trova a fare lezione con 50 alunni anche molto sparpagliati nell’aula, trovo che vedere i dettagli sul proprio computer così vicini sia una soddisfazione».

Nella sua esperienza, vedere la religiosità cristiana attraverso l’arte, cosa offre in più al pubblico?

«Offre un approccio interdisciplinare che sovente manca nei corsi istituzionali. In una facoltà teologica si dà un approccio più teologico, in una facoltà artistica raramente il contenuto è così valorizzato perché si utilizza un linguaggio più storico artistico. Il vantaggio di Academy è che offre un approccio interdisciplinare e dei corsi che raramente si trovano altrove. Inizierà a novembre un corso in francese, Jésus et les femmes, un tema di attualità che vuole approfondire il rapporto tra Gesù e le donne nella lunga storia dell’arte. Altri corsi sono più legati all’esperienza orientale; temi che solitamente non si trovano presentati nei luoghi dove si propongono corsi di storia dell’arte e che magari sono più delle panoramiche generali. Qui offriamo qualche approfondimento per capire certi periodi, certi luoghi e certe chiese».

 

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