La parola sacra del riposo

Un giorno una parola – commento a Esodo 34, 21

Lavorerai sei giorni; ma il settimo giorno ti riposerai: ti riposerai anche al tempo dell'aratura e della mietitura
Esodo 34, 21

Bada a te stesso e all’insegnamento; persevera in queste cose
I Timoteo 4, 16

Sono due gli insegnamenti principali contenuti nel significato del sacro Riposo o Shabbat (che non era soltanto il riposo del settimo giorno). Notiamo subito che la “parola” sacra del riposo non riguarda soltanto i maschi capi di famiglia e proprietari di campi, case e schiavi, a chi era rivolta la legislazione mosaica in generale. Non deve riposare soltanto il proprietario della terra ma anche il suo servo e la sua serva, la moglie, i figli e le figlie minori, ma attenzione, anche il campo, la terra e gli animali l’umile asino e il potente bue; la legge sacra del riposo riguarda la totalità della creazione, l’etica del riposo riguarda l’essere umano e la natura tutta. In secondo luogo, il riposo ha uno scopo didattico: ci insegna a vivere in modo santo e sobrio rispettando gli equilibri della natura e collaborando con Dio nel compito umano di curare e proteggere il creato che ci è stato affidato da Dio. Durante il tempo del riposo l’essere umano è chiamato a riflettere sull’opera divina nella creazione, a lodarlo e celebrarlo per le sue meraviglie, ma è chiamato anche a considerare gli effetti del suo lavoro sulla creazione stessa, per evitare abusi nello sfruttamento di essa che potrebbero portarla al collasso e alla morte degli esseri viventi. All’essere umano viene detto “tu sei una parte del creato e quello che farai alla terra avrà delle conseguenze positive o nefaste sulla tua stessa esistenza”.

Educare significa, nell’ambito della parola sacra del riposo, mostrare la via migliore per condurre una vita serena, sobria che prende esempio dalla vita di Cristo. Per l’autore dell’Epistola a Tito sarebbe la “grazia di Dio” ad educare i credenti verso modi di vita giusti, responsabili e rispettosi dell’equilibrio tra la vita degli esseri viventi (2, 12). L’impegno per la salvaguardia del creato appartiene al complesso di norme etiche come quella del riposo, che regolano una vita santa, prudente e giusta, l’ideale della vita cristiana. L’equilibrio deve essere raggiunto tra le attività umane necessarie a produrre i beni e i prodotti imprescindibili alla vita stessa, il modo in cui poi questi beni sono consumati e distribuiti equamente tra tuti i viventi, e il fatto che la terra ha delle risorse limitate che occorre sfruttare con senno altrimenti porteremo la terra stessa al collasso. La cura del creato è dunque il vero scopo della sacra parola del riposo oggi praticamente dimenticata, ovvero si tratta insieme di un imperativo etico e di una norma di condotta, vale a dire dobbiamo sviluppare modi di vita e di comportamento “riposati” che siano compatibili con la salvaguardia del creato.

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