Vedere il mondo con gli occhi di Dio

Un giorno una parola – Atti 10, 34-35

Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo
Ecclesiaste 12, 15

Pietro disse: «In verità coprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito»
Atti 10, 34-35

Nel capitolo 10 degli Atti degli apostoli, Simone, detto anche Pietro, scopre nella preghiera il progetto di Dio sulla storia e sulla propria vita. La sua trasformazione è più miracolosa della conversione di Cornelio. Pietro si lascia convincere, trasformare dalla parola efficace di Dio. Comprende finalmente, in verità, che deve lasciare cadere le barriere imposte dalla cultura e cominciare a vedere nell’essere umano soltanto la persona creata da Dio e per Dio, il bene e il valore assoluto. 

Pietro inizia il suo discorso ai presenti nella casa di Cornelio proprio con queste parole: in verità comprendo. Egli ha già iniziato a vedere il mondo, la realtà con gli occhi di Dio e lo vuole condividere con Cornelio, i suoi parenti e amici intimi che lo aspettavano. 

Sotto la guida dello Spirito Santo, entrando in casa di Cornelio, Pietro fa l’esperienza dell’accoglienza e dell’essere accolto da persone che fino alla sua conversione e trasformazione aveva considerato “impure”. Adesso è capace di far cadere le barriere, di superare le differenze e di riscoprire nei presenti i suoi fratelli e le sue sorelle, i figli e le figlie di quell’unico Dio che non divide le persone umane, le sue creature, dal punto di vista geografico, culturale, linguistico e altro. Con altre parole, Dio non si sofferma sulle differenze inevitabili in un mondo così vario ed esteso, con tanti colori come un arcobaleno. 

Il lieto messaggio di pace di Dio per mezzo di Gesù Cristo è che Egli è il Signore di tutti (v. 36). Un messaggio che viene compreso allora dai presenti. La mia domanda è: siamo sicuri che noi, in verità, l’abbiamo compreso?

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