Acat Italia. Contro la pena capitale

«Una laurea per fermare la tortura e per i diritti dei migranti» e la Giornata mondiale contro la pena capitale

Sono 142 i paesi che hanno abolito la pena di morte per legge o nella pratica. Il 2019 ha fatto registrare il più basso numero di esecuzioni a livello mondiale da 10 anni a questa parte: 657 esecuzioni contro le 690 dell’anno precedente; il numero di condanne è stato di 2.307 in 56 paesi (rispetto a 2.531 in 54 paesi nel 2018).

Sono i dati diffusi dalla Coalizione mondiale contro la pena di morte (World coalition against the death penalty) a ridosso della XVIII Giornata mondiale contro la pena capitale che si celebra il 10 ottobre e che vede tra gli aderenti anche Acat Italia (Azione dei Cristiani contro l’abolizione della tortura) che proprio ieri ha lanciato online il nuovo bando per il Premio di Laurea Acat Italia 2021 e 2022: «Una laurea per fermare la tortura e per i diritti dei migranti». 

Acat Italia, Associazione cristiana ecumenica che dal 1983 opera contro la tortura e i trattamenti crudeli, inumani o degradanti, compresa la pena di morte, nell’ambito dei programmi formativi, ha annunciato il Bando per l’assegnazione del Premio di Laurea Acat 2021 e Premio 2022: «Una laurea per fermare la tortura e per i diritti dei migranti», per tesi di laurea discusse rispettivamente nell’anno accademico 2019-20 e 2020-21, su uno dei seguenti temi:

• La tortura ed i trattamenti crudeli, inumani o degradanti contro gli esseri umani nel mondo contemporaneo e/o la pena capitale: cause, impatti, implicazioni, diritto, prevenzione, recupero, strumenti e strategie per l’abolizione.

• La migrazione nella Unione Europea, le continue violazioni dei diritti umani e le gravi sofferenze ad essa connesse: cause, impatti, diritto, prevenzione, accoglienza, integrazione, strumenti e strategie per un futuro più umano dei profughi e dei migranti.

«L’iniziativa – si legge sul sito di Aacat – si propone di incoraggiare i giovani ad approfondire le problematiche relative al fenomeno della tortura e della pena di morte nelle sue varie manifestazioni e le questioni inerenti il fenomeno migratorio, soprattutto laddove si ravvisi violazione o mancata tutela dei diritti umani fondamentali».

I due premi avranno una dotazione di 3.500 Euro l’uno e saranno assegnati «alle migliori tesi di laurea, magistrali o specialistiche, discusse rispettivamente nelle sessioni dell’anno accademico 2019-20 o 2020-21, presso tutte le università italiane presenti sul territorio nazionale, statali e non statali, che rilascino titoli di laurea aventi valore legale, e università pontificie che rilascino lauree riconosciute in Italia. Il premio è da intendersi lordo, comprensivo di ogni ritenuta di legge».

I premi saranno assegnati sulla base degli esiti della valutazione comparativa delle tesi presentate, operata a giudizio insindacabile della commissione esaminatrice nominata da Acat Italia. La premiazione avverrà nel corso di una cerimonia pubblica. I premi sono finanziati con i fondi Otto per mille delle Chiese Valdesi e Metodiste, e godono del supporto dei seguenti Enti Sostenitori:

Movimento Rinascita Cristiana (Roma)

Facoltà Valdese di Teologia (Roma)

Medici contro la tortura (Roma)

Università Lumsa (Roma, Palermo, Taranto, Gubbio)

Fiacat – Federazione Internazionale delle Acat (Parigi)

Gli interessati potranno richiedere ad Acat Italia di usufruire del materiale documentario a disposizione della stessa, nonché delle biblioteche degli Enti Sostenitori suddetti. La richiesta dovrà essere effettuata secondo le modalità che verranno comunicate da Acat Italia agli interessati e dovrà essere accompagnata da una lettera di presentazione del relatore della tesi. In questi mesi la Commissione giudicatrice sta lavorando all’esame delle tesi inviate. 

Il bando è consultabile alla pagina ufficiale del sito e scaricabile in versione pdf.

In occasione della Giornata mondiale contro la pena di morte Acat Italia «invita tutti gli associati e le persone sensibili ad unirsi in un momento di preghiera perché tutti gli incriminati nel mondo possano avere, almeno, una seria assistenza legale», ha affermato il presidente Massimo Corti.

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