Cambiare rotta - Il futuro nell’Antropocene

Un libro, quello del teologo Simone Morandini, che ci invita a ripensare il nostro futuro ambientale e a cambiare rotta perché quella attuale è ormai insostenibile

«Venezia, 12 novembre 2019: un’acqua alta senza precedenti in un anno che ha visto bruciare l’Alaska e la Siberia e accentuarsi lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia. Sono segni di un tempo inedito, in cui la minaccia del mutamento climatico si fa sentire con forza crescente sulla famiglia umana, suscitando la reazione dei giovani del movimento globale “Fridays for Future”. Un tempo che stiamo imparando a chiamare Antropocene, in cui la specie umana è diventata il principale fattore che muove la storia biologica e geologica del Pianeta», ricorda il libro Cambiare rotta - Il futuro nell’Antropocene, di Simone Morandini pubblicato da Edb - Edizioni Dehoniane Bologna. 

La stessa pandemia Covid-19 è legata a un’interazione ormai distorta con l’ambiente e dunque come possiamo e dobbiamo abitare questo tempo e questo pianeta che ci ospita? Come potremo far fronte ai mutamenti climatici? Quali saranno le prospettive etiche a orientarci per una più equa sostenibilità: eco-giustizia? 

Sono solo alcune domande alle quali il libro intende rispondere. «Per dare futuro all’umanità occorrono trasformazioni esigenti - afferma Morandini -, nei comportamenti personali e sociali: una conversione ecologica, un cambiamento di rotta, una giusta transizione». Servono, tuttavia, anche «orizzonti teologici per supportare tali processi», prosegue il teologo Morandini  che insegna Teologia della Creazione, coordina il Gruppo «Custodia del creato» della Conferenza episcopale italiana (Cei) e che da tempo collabora in tema di Salvaguardia del Creato con la Commissione Globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).

«I fatti sono chiari - continua Morandini -, il clima sta realmente cambiando, e velocemente. I suoi effetti trasformano realmente gli ecosistemi del pianeta, il sistema sociale e quello economico, e continueranno a farlo per i prossimi decenni. [...] Ci vuole uno scetticismo pervicace - paragonabile al terra-piattismo - per ignorare i tanti segnali del cambiamento in atto, considerando come eventi occasionali quelli che appaiono invece chiara espressione di trend direzionali». 

Proprio così,  trend ricordati anche nel Rapporto 2019 del relatore sui diritti umani e povertà estrema per le nazioni Unite, Philip Alston, e che segnalato quanto  questo «apartheid climatico» stia esacerbando la povertà «a seguito dello spostamento delle fasce climatiche». 

«Le aree e le Nazioni meno dotate di risorse economiche sono destinate a trovarsi in difficoltà e faticheranno a proteggere i rispettivi cittadini dalle conseguenze del mutamento in atto», ricorda Morandini. 

Il libro di piccole dimensioni che muove le sue basi sulla giustizia, sull’equità, la salute, che chiede legalità e affronta il grande tema del lavoro. 

Un libro agile e che consigliamo di leggere. 

173 pagine ricche di dati e riflessioni sui grandi temi etici, sociali, umanitari legati al filo conduttore del cambiamento climatico. 

Dall’Amazzonia alla «Terra dei fuochi» della Campania; dal Mosedi Venezia alla Groenlandia e ai suoi ghiacci, che in futuro potrebbero non esserci più… Un testo di etica che intende offrire indicazioni per «quella navigazione che è la nostra esistenza». 

La prefazione è stata curata dal professor Enrico Giovannini, già presidente dell’Istat e ministro del Lavoro.

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