Fare memoria dell’opera del Creatore

Un giorno una parola – commento a Ecclesiaste 12, 3

Ricòrdati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere»
Ecclesiaste 12, 3

Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret». Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi»
Giovanni 1, 45-46

Il messaggio biblico pone la parola “ricordare” come chiave di lettura. Si tratta di fare memoria dell’opera del Creatore. Perché non Dio liberatore, salvatore, giudice e signore? 

L’autore biblico presenta il cammino dell’uomo-creatura in un percorso fatto di contraddizioni tra la ricerca della felicità e la vanità del tempo che cancella ogni speranza per il futuro. La creatura è rinchiusa nella inutilità della proprie opere dato che tutto finisce senza gloria e resta solo il soffio della vanità.

In questo quadro, tragico e sconfortante, ecco che Dio si annunzia “tuo Creatore”! Lui crea cose nuove e rende gioiosa la tua vita. Approfitta della bontà di Dio quando hai ancora sogni, forze e futuro perché verrà il tempo della fine e le tue forze saranno solo un ricordo del passato.

Dunque, rallegrati e sii felice! Non piangere oggi se il domani sarà cattivo. Gioisci per quello che puoi costruire prima che la tua speranza sua mutata in delusione: «Io non ci ho più alcun piacere»! È un messaggio di saggezza antica da non disprezzare perché qui ed ora, nel tuo giorno felice, il tuo Dio crea cose nuove.

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