Dio non viene meno alla sua misericordia

Un giorno una parola – commento a Ezechiele 20, 44

Conoscerete che io sono il Signore, quando avrò agito con voi per amor del mio nome e non secondo la vostra condotta malvagia, né secondo le vostre azioni corrotte
Ezechiele 20, 44

Egli è buono verso gli ingrati e i malvagi
Luca 6, 35

Dio ricomincia sempre da capo con noi. Il giudizio di Dio si consuma a favore della nazione come una misericordia severa, senza sconti, ma pur sempre gratuita. Poiché il patto di fedeltà attraverso cui il Signore si lega ad Israele è eterno ed incondizionato, il popolo dovrà ripetere ancora una volta l’intero processo della propria storia, a partire dall’esperienza di oppressione, e in un nuovo esodo peregrinerà nel deserto del suo esilio, fin tanto che non sarà stato purificato da tutti i suoi idoli.

Dio non crede nel suo popolo, né si aspetta da parte sua un cambiamento spontaneo verso la ricerca di giustizia e la gratitudine, eppure agirà secondo un criterio tutto suo, non secondo le nostre azioni corrotte, ma per amore del suo nome, perché Dio è fedele a Dio. 

Come il profeta Ezechiele nel 588 a.C., così anche noi, in quanto nazione, comunità umana e chiesa, dovremo cercare nel passato una spiegazione alla crisi che attraversiamo. Uno sguardo retrospettivo sulla nostra storia ci apre alla consapevolezza della situazione contemporanea, che si tratti di illegalità, inquinamento, violenza, indifferenza o pandemia – nulla di tutto questo è sfuggito a Dio. La libertà di Dio non è come la nostra libertà di peccare; essa si esprime in un amore che, ad un prezzo molto elevato, si fa carico della colpa e che, pur non essendo condizionata da essa, crea nuove premesse per la promessa e il dono di un futuro di riconciliazione: con il Signore dell’alleanza, con noi stessi, con gli altri, con il creato. Si dovrà, però, tornare indietro.

 “Per amore del mio Nome”: l’Onnipotente non vuole venire meno alla sua misericordia, che lo onora e lo avvolge – e per questo, per una grandiosa imitazione gratuita, il suo Messia ci invita ad amarei nostrinemicie a fare del benesenza tornaconto, non per accumulare meriti o per sentirci buoni, ma perché così siamo figli dell’Altissimo: infatti egli è buono versotutti, ingrati e malvagiquali siamo.

 

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