Dio si rivela nella bassezza della nostra umanità

Un giorno una parola – commento a Luca 1, 46-48

Signore, io gioisco nella tua salvezza
I Samuele 2, 1

L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, poiché egli ha guardato alla bassezza della sua serva
Luca 1, 46-48

Il Magnificat è dinamite, nuoce alla tranquillità religiosa e sociale.

Il tempo di Gesù è la realizzazione del progetto di Dio nel modo più grande e più altro possibile dalle possibilità umane: una ragazza vergine è incinta, i poveri diventano ricchi e la misericordia di Dio si lascia incontrare e toccare nella Storia dei suoi figli.

Appena le giunge la testimonianza di Elisabetta, Maria intona il suo cantico. L’azione di salvezza di Dio, personale e incarnata, raggiunge l’umanità dal basso. L’ordine dell’universo è sovvertito: l’Altissimo, dai cieli dei cieli, guarda alla bassezza della sua serva. Salva, esalta, benedice chi è in basso; agisce e si rivela soltanto dal basso, dall’umanità stessa.

Dio ha voluto scendere al nostro livello. Maria vede nell’azione di salvezza il sovvertimento dei valori di questo mondo. Maria è la prima testimone dell’umanità di Dio. Non dello spirito umano, non della filantropia… ma dell’essere umano di Dio. Questi è Gesù: il letterale essere umano di Dio. Maria è la prima che lo riconosce, che lo testimonia, che lo loda.

Da quel giorno in poi, quanta “bassa” umanità potrà vivere in Cristo, soffrire con lui e trionfare con lui, mentre le potenze del mondo sono giudicate e abbattute? L’accusa contro Paolo e Sila a Tessalonica di mettere il mondo sottosopra (Atti 17, 6) indubbiamente conferma il Magnificat: l’Altissimo guarda, agisce, si rivela nella bassezza della nostra umanità. In Cristo, questa azione ha compiuto tutto. A noi, ha ancora molto da dire. E ci stupirà.

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