Diventare come bambini

Un giorno una parola – commento a Matteo 18, 1-3

Tu sei stanca di tutte le tue consultazioni
Isaia 47, 13

In quel momento, i discepoli si avvicinarono a Gesù, dicendo: «Chi è dunque il più grande nel regno dei cieli?» Ed egli, chiamato a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli»
Matteo 18, 1-3

Una sentenza scandalosa, di esclusione. Che noi edulcoriamo con una precomprensione esattamente contraria. Noi pensiamo che Gesù accoglie anche i bambini, dopo aver naturalmente accolto noi, da gran generoso quale è. Invece è tutt’altro: «se non diventate come i bambini, non entrerete…». È una sentenza di esclusione dal regno di tutti quelli che non diventano come i bambini. Secondo Luca (15, 17), chi non “accoglierà” il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto.

Lo scandalo è l’esclusività del regno di Dio a misura di bambino. Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà. La sagoma dell’accoglienza del regno è quella di un bambino, e se la tua conformazione spirituale non è quella di un bambino, tu non entri! Sai più cose, fai più cose, hai visto più cose, hai tanta esperienza e tanta maturità… ma non entri! Un bambino dell’epoca sapeva ricevere il bene senza malizia, senza chiedersi perché o che cosa doveva fare in cambio. Accoglieva e basta, perché la sua conoscenza naturale di dipendenza dal mondo non era ancora inquinata dalla maleducazione dei grandi. Non gli era stato ancora insegnato a non chiedere, a non accettare niente, a vergognarsi dei propri bisogni, a mostrare ciò che non si è e che non si ha. Non è una questione di bontà. Il bambino non è più buono, è semplicemente più diretto. Riconosce di non poter vivere da solo dunque accetta quello che gli viene dato. Accetta il regno di Dio. Senza retropensieri e senza calcoli.

Diventare come bambini. Attendere sinceramente qualcosa di bello, di bellissimo davanti a noi, più grande della nostra esperienza e speranza, del quale abbiamo un grande bisogno e per il quale non potremmo mai ricambiare. Lo accogliamo con semplicità. Solo così si entra!

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