Evangelizzare persino i sassi?

Un giorno una parola – commento a Marco 16, 15

I miei testimoni siete voi, dice il Signore
Isaia 43, 10

Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura
Marco 16, 15

Proclamate la buona notizia ad ogni creatura: non a ogni essere umano, non a ogni persona, a ogni creatura. Come proclamare la buona notizia a un cane, una cornacchia, un albero, un sasso?

Per capirlo è utile cominciare mettendo a fuoco quale sia la buona notizia, che nel vangelo secondo Marco, nelle parole di Gesù, suona così: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino». Questo è il riassunto e il significato di tutto ciò che Gesù ha detto, fatto, insegnato. Il tempo delle cose vecchie che gli sono contrarie è finito ed è cominciato quello del regno e delle cose nuove che porta con sé, amore, guarigione, liberazione. Quel regno non è altrove, ma è qui, perché non c’è un altrove, non c’è spazio che ne sia escluso, non c’è luogo che vi sia sottratto. Riguarda quindi tutto il creato e ogni creatura, e il suo annuncio deve essere altrettanto universale.

Ma quale forma dare a questo annuncio? Certo, non seguendo la logica che troppo spesso ha avuto la missione, quella di cambiare l’altro per renderlo più simile a sé e quindi più adatto al proprio annuncio (caro sasso, avrei una buona notizia per te, se solo tu non fossi così sasso… sii meno sasso). La logica da seguire è invece quella del regno, che include senza omologare, che è una buona notizia proprio per te, proprio così.

Dunque, il modo in cui possiamo affrontare questo compito smisurato, è di immaginare come questa notizia sia buona per ogni creatura, perché lo è. Non si tratta di inventarci qualcosa, ma di rivedere la forma per una maggiore fedeltà al contenuto. Nell’immagine che cerchiamo, e allo stesso tempo indichiamo all’orizzonte, maggiore saranno lo spazio e la varietà, maggiore sarà la fedeltà al regno che vuole mostrare.

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