Chiedete e vi sarà dato

Un giorno una parola – commento a Matteo 7, 7

Gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti al loro grido
Salmo 34, 15

Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto
Matteo 7, 7

Chiedete e vi sarà dato! Strana persona Gesù: mi invita a chiedere per autorizzarlo a donare, mi “chiede di chiedere” per poter offrire se stesso e la sua opera. È strano, perché siamo abituati ad essere incensati allorquando doniamo anche la più piccola cosa agli altri, fosse pure uno scarto, perché se doniamo, pensiamo di avere il sacrosanto diritto di entrare a gamba tesa, di dettare le regole, di decidere se, cosa e come donare, senza tenere in considerazione lo stato d’animo, le aspettative, le esperienze, il vissuto e la dignità di chi riceve. Donare è, comunemente, disporre degli altri attraverso un dono che spesso diventa ricatto. “E chi sono gli altri per decidere se e come ricevere? Basti loro ricevere qualcosa”, direbbe qualcuno.

Mentalità errata, sì, ma che ci tocca tanto, al punto che a volte ho sentito anche dire: “Se Dio sa di cosa ho bisogno, perché mai dovrei chiedere? Forse ama vederci implorarlo?”. La risposta è strana, strana come Gesù. È strana perché mi parla di rispetto, di quel rispetto che Lui nutre nei confronti di ogni sua creatura. Trovo in queste parole l’essenza vera della libertà di cui Gesù è promotore; ci trovo il DNA di Cristo, sceso in terra per rivoluzionare il mondo, pur scegliendo di farlo in punta di piedi, nascendo in una stalla e non in una reggia; ci trovo il Figlio di Dio, venuto a “regalarmi” la vita eterna su una croce, anziché impormi, per ottenerla, un giogo pesante che, certamente, non avrei mai potuto portare.

Si presenta discreto per donarci ciò che nessun altro potrebbe donarci: “Chiedete, ed io farò di voi creature nuove, immortali”. È lì che aspetta silente, dietro una porta: non l’abbatte, bussa… e aspetta, paziente.

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