Contro le mafie per la legalità

Una maratona ricca di iniziative è prevista il prossimo 23 maggio per celebrare la Giornata della legalità 

Una data quella del 23 maggio scelta per ricordarne una buia: l’agguato che nel 1992 causò la morte (sull’autostrada che costeggia Capaci) di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta che anche quel giorno erano con loro sul quel tratto di strada e in servizio.

Un anno terribile quello del 1992. 

La mafia uccide barbaramente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati più attivi nella lotta a Cosa Nostra. 

Nella strage di Capaci muoiono insieme a Falcone e Morvillo tre uomini dello Stato, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro. 

Nella strage di Via D’Amelio a Palermo perdono la vita oltre a Borsellino altri cinque agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina. 

Il 23 maggio è una data nella quale si ricordano tutte le persone che per far vincere la legalità e sostenerla hanno perso la vita. 

Una lista di nomi e di cognomi infinita purtroppo (che in occasione della Giornata della memoria dell’impegno ogni 21 marzo li legge uno ad uno a futura memoria). 

Anche la Rai, il nostro servizio pubblico televisivo, ricorda e celebra la Giornata della legalità con una serie di documentari e servizi dedicati e oggi, 22 maggio alle 21.25 su RaiUno, trasmetterà «Felicia Impastato» per la regia di Gianfranco Albano; un film incentrato sulla storia e la tragedia interiore della mamma del giornalista e attivista Peppino Impastato ucciso a Cinisi il 9 maggio del 1978. Protagonista sarà l’attrice Lunetta Savino.

«Si è conclusa da poco la bellissima manifestazione in memoria di Peppino organizzata dalla mia famiglia e da Casa Memoria – ha ricordato solo pochi giorni fa Giovanni Impastato, fratello di Peppino –, vorrei ringraziare tutti per il contributo dato. Un’esperienza unica che ci ha fatto vivere grandi emozioni». Giovanni Impastato è l’anima del movimento che da 42 anni porta avanti la battaglia per la legalità affinché, «ogni dettaglio sul delitto possa emergere – ricorda Giovanni –. Ci siamo abbracciati a distanza quest’anno (a causa del coronavirus, ndr) ma siamo rimasti uniti. Oggi vi chiedo, vi chiediamo un altro contributo importante: stasera alla vigilia della strage di Capaci RaiUno trasmetterà il film sulla storia di mia madre Felicia Impastato. È un’occasione importante; un’altra occasione per dimostrare la nostra presenza. Essere presenti davanti ai teleschermi ci terrà ancora una volta uniti; sarà un nuovo modo per non disperderci, per rendere omaggio alla figura di una madre coraggio». 

Giovanni, infine, aggiunge «sarà anche un modo per dimostrare alla Rai che è importante dare spazio alla programmazione di qualità. Non è vero che il pubblico “guarda solo l’Isola dei famosi o Il Grande Fratello”. Tanti telespettatori apprezzano i prodotti di qualità che contengono valori; che richiamano a riferimenti importanti della nostra storia, anche quella più drammatica. Guardare il film – ha concluso Giovanni Impastato – o rivederlo per chi lo ha già visto, è un modo rendere omaggio a tutte le vittime della mafia e alle vittime di Capaci».

L’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) invece ha accolto la proposta di Maria Falcone, la presidente della Fondazione intitolata al fratello Giovanni, quella di dedicare il 23 maggio a tutti coloro che si sono prodigati «con abnegazione e grande senso del dovere, nella difficile gestione dell’emergenza sanitaria in tempo di pandemia» partecipando al flashmob che prevede l’esposizione di un lenzuolo bianco nei palazzi comunali (e nelle case dei singoli cittadini) e osservando alle 17.57 un minuto di silenzio. E chiedendo ai sindaci di indossare la fascia tricolore, il simbolo dell’unità nazionale e dei valori costituzionali.

 

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