Viaggiare controvento

Lo stravolgimento inaspettato della nostra idea di viaggiare; la certezza di una libertà improvvisamente necessaria e negata

L'emergenza sanitaria che ha colpito il mondo dall'inizio del 2020 sta obbligando l'opinione pubblica internazionale a rivalutare e cambiare l'approccio nei confronti di numerose realtà della nostra quotidianità. Tra i mondi più colpiti dalla pandemia c'è il turismo. Con l'estate alle porte enti, tour operator, albergatori e proprietari di case si sono visti costretti a considerare un drastico calo nel settore a causa delle restrizioni igieniche imposte dall'emergenza sanitaria. Sarà un cambiamento epocale quello dei prossimi mesi, le varie parti si dovranno reinventare. Gli attori dell'offerta e quelli della domanda andranno incontro a una nuova idea del viaggio, un nuovo concetto di vacanza.

Viaggiare è un'esperienza che è cambiata nel tempo, variando il nostro modo di vivere la partenza e di narrarla poi una volta tornati. «Ogni volta che si parte si sente sempre una certa energia strana dentro. Una mescolanza di paura e coraggio. La voglia di rinviare tutto e il desiderio febbrile di lanciarsi oltre il confine. Il viaggio è spaesamento e conoscenza. Ci si perde e ci si ritrova», dice Federico Pace (Roma, 18 giugno 1967). Scrive per varie testate tra cui la Repubblica, negli anni ha realizzato reportage sul mondo dei giovani, le loro tendenze in fatto di mode e soprattutto di viaggi. Da lì ha iniziato a raccontare l'esperienza del muoversi da un posto all'altro per poi tornarsene a casa un po' diversi, cambiati.

Controvento. Storie di viaggi che cambiano la vita (Einaudi, 2017) è un libro sulla sorpresa della scoperta e la meraviglia dell'incontro, ovunque, ancora meglio lontano da casa. Un testo toccante e adatto per i giorni difficili di futuro incerto arrivati nelle nostre case. L'idea è quella del viaggio come opportunità, stimolo per la curiosità e la conoscenza.
Pace ci porta in giro tra l'India, le acque del Pacifico, ci trascina a Rio de Janeiro e poi fino in Belgio. E lo fa mettendoci accanto nel percorso personaggi e vite famose, nomi di cui siamo certi di conoscere tutto per poi capire, sui binari di un treno, nella stiva di una nave o a piedi, tra i campi elisi, che ci eravamo persi qualcosa. Stupendoci nello scoprire un inatteso Albert Eistein, la profondità di Vincent Van Gogh, la fuga di Joni Mitchell o la forza di Frida Kahlo.

Vite e storie studiate, prelevate e rubate da taccuini, articoli sul New York Times, interviste sconosciute e documentari famosi. Un lavoro di ricerca, un'impresa intima trasformata poi in una raccolta di racconti potente e piena di ossigeno. Imprese, traversate, partenze e ritorni dallo sguardo lontano o vicinissimo dei loro protagonisti. Artisti, musicisti, scienziati che, al di là di carriere, premi Nobel, opere d'arte e premi, sono riusciti ancora a dirci qualcosa, a insegnarci una lezione importante in più sui confini e tutto quello che nascondono. «Penso che il viaggio riesca davvero quando riusciamo a avvicinarci con curiosità, attenzione e rispetto, e in maniera personale, ai luoghi e alle persone che incontriamo».

Controvento. Storie e viaggi che cambiano la vita, Federico Pace, Einaudi, 2017, 172 p., 11,90 euro

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