Conoscenza e discernimento

Un giorno una parola – commento a Filippesi 1, 9-10

Dio gli disse: «Chiedi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone rispose: «Da’ dunque al tuo servo un cuore intelligente perché io possa amministrare la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male»
I Re 3, 5; 9

Prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, perché possiate apprezzare le cose migliori
Filippesi 1, 9-10

Anni fa, proprio di fronte alla chiesa, aprì una notissima enoteca romana. Il gestore fu così gentile da invitare, ancor prima dell’inaugurazione, tutti quelli che avevano un esercizio sulla strada, compreso il pastore! Andai a questo ricco buffet dove venivano serviti assaggi di vini molto pregiati, era tutto molto sciccoso ed eccellente, e i sommelier aiutavano “a comprendere” le diverse qualità dei vini offerti. Forse ad una mia smorfia mentre assaggiavo un calice, il sommelier sorridendo mi disse: “a questi vini bisogna abituarcisi”. È lì che ho imparato alcune cose importanti sui vini molto pregiati, una delle quali è che sei tu che devi imparare a gustare la bontà di un vino e non il vino che deve incontrare il tuo gusto. Forse questo è vero anche per i bambini che devono imparare a mangiare le verdure, ma ho capito che è così che puoi apprezzare la differenza tra un grande vino e un vino buono.

L’apostolo Paolo conclude con una preghiera l’affermazione tematica fatta all’inizio della sua lettera ai Filippesi. Siccome Dio ha cominciato un’opera buona verso di loro, certamente egli la porterà anche a compimento per tutto il cammino fino al giorno del ritorno di Cristo. Questa buona opera è stata una iniziativa di Dio nei loro confronti, ma i filippesi hanno risposto con la «partecipazione al vangelo», e così Paolo prega che tutto il flusso di questa buona opera sia lungimirante, ossia attento alla sua conclusione con il ritorno di Cristo, prega perché i filippesi siano saggi e prudenti nelle loro azioni, affinché quando verrà il giorno di Cristo si dimostrino «limpidi e irreprensibili». Conoscenza e discernimento devono essere caratteristiche di questo tempo, di questa partecipazione al vangelo, affinché l’esito finale sia confermato.

Conoscenza e discernimento servono perché si sia in grado di«apprezzare le cose migliori», affinché possiamo apprezzare meglio il valore di ciò che Dio ha compiuto nella nostra vita, un po’ come affiniamo il nostro gusto per poter apprezzare in pieno la qualità di ciò che entra nel nostro corpo. Perché l’iniziativa di Dio è quella che salva, ma la nostra partecipazione è esattamente ciò che Dio si aspetta. 

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