Sii per noi, o Dio, una fortezza in cui rifugiarsi

Un giorno una parola – commento a Salmo 71, 3

Sii per me una rocca in cui trovo scampo, una fortezza dove io possa sempre rifugiarmi! Tu hai dato ordine di salvarmi
Salmo 71, 3

Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste
II Timoteo 4, 18

Con l’invenzione dei cannoni e, ancora di più con l’aviazione, le fortezze hanno perso molto del loro valore militare; ma è comprensibile come nel passato l’immagine del castello costruito in un luogo poco accessibile, con una struttura massiccia e fortificata, le mura alte e le torri di avvistamento, fosse qualcosa che dava un senso di protezione a chi stava dentro; e, al tempo stesso, rappresentasse un monito, quando non una minaccia, per chi stava fuori; non sorprende, quindi, che l’antico salmista parlasse di Dio come di una rocca.

La cosa interessante, però, è che essendo l’autore del salmo una persona anziana, la sua fu, nello stesso tempo, una confessione di fede e una testimonianza: l’Eterno era stato per lui un rifugio perciò potrà esserlo ancora; non si tratta dell’affermazione serena e distaccata di chi può voltarsi a guardare tranquillamente indietro, ma rappresenta la speranza di chi, anche nella vecchiaia, vive circondato da nemici e assediato da problemi.

qui il pensiero non può non andare a tutti quegli uomini e quelle donne che, giunti al crepuscolo delle loro esistenze, anziché trovare un riparo dalle intemperie della vita nel momento della debolezza e della fragilità, hanno trovato una morte prematura per colpa dell’attuale epidemia; perciò, se si volesse continuare a usare la metafora del castello, più che al forte di Fenestrelle verrebbe da pensare ai ruderi di Pietramogolana…

In questa situazione, le parole del salmista sono tanto più preziose proprio perché figlie del dolore e della sofferenza: non sono le domande e le risposte del catechismo recitate “a pappagallo”, ma costituiscono una verità imparata sulla propria pelle; proprio nel mezzo delle intemperie della vita, il salmista comprese che il Signore era una fortezza in cui poteva sempre rifugiarsi e questo motivava la sua preghiera nel suo difficile presente; che questo possa motivare la nostra preghiera nel nostro difficile presente!

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