Far parte della casa di Dio

Un giorno una parola – commento a Efesini 2, 22

Quelli che sono lontani verranno e lavoreranno alla costruzione del tempio del Signore
Zaccaria 6, 15

In Gesù Cristo voi pure entrate a far parte dell’edificio che ha da servire come dimora a Dio per mezzo dello Spirito
Efesini 2, 22

La chiesa primitiva ha vissuto un lungo periodo di conflitti soprattutto al proprio interno tra i credenti provenienti dal giudaismo e quelli provenienti dal paganesimo. L’autore della lettera agli Efesini affronta questa questione con argomenti legati alla comune confessione di fede: la salvezza è il dono della misericordia di Dio realizzata per la croce di Gesù Cristo. Il frutto della salvezza è una nuova fratellanza nella riconciliazione di ebrei e pagani. Non più muri divisori in difesa della propria storia di fede personale, non più divisione per allontanare chi non è legato alla propria storia, non più supremazia del fratello sul fratello, ma fratellanza nell’unica fede in Gesù Cristo.

Superato il conflitto? Annullate le tensioni? L’autore conclude la sua predicazione presentando una immagine che mette in risalto tale riconciliazione. L’immagine è un edificio, una casa sempre in costruzione ben legata alle fondamenta dei profeti e degli apostoli. Una casa quale dimora di Dio perché lo Spirito Santo possa essere libero di agire affinché tutti i credenti siano testimoni che Dio ama costantemente questo mondo rendendo la vita dei molti, luogo di pace e vera vita.

Interesse geografico: