Religioni in preghiera

Il Forum delle religioni di Milano, seguito dall’associazione interreligiosa Dòsti di Brescia, hanno lanciato l’invito a unirsi in preghiera stasera alle 21, ognuno secondo il proprio credo

Si moltiplicano le iniziative di preghiera interreligiosa dopo l’appello lanciato da papa Francesco (vedi qui le prime adesioni).

A Milano, il Forum delle religioni ha invitato alle ore 21 di oggi, giovedì 26 marzo, tutti i credenti a una “preghiera delle religioni” con il messaggio «ciascuno prega nella sua tradizione nella propria residenza per uscire dall’emergenza più uniti».

Fondato nel 2006 per promuovere la cultura del dialogo, della solidarietà e della pace, il Forum delle Religioni a Milano nasce dall’unione dell’esperienza della sezione milanese della Conferenza mondiale delle Religioni per la Pace (World Conference on Religion and Peace) e oggi include varie comunità e organizzazioni religiose della città, buddhiste, induiste, musulmane, ebraiche, e le varie confessioni cristiane. Sono presenti la Diocesi cattolica e vari gruppi (focolari, sant’Egidio), le chiese protestanti (le due chiese battiste, la chiesa metodista e quella valdese, l’Esercito della Salvezza, gli avventisti, la chiesa cristiana protestante-luterana) e in misura più limitata gli ortodossi.

Finora il forum, la cui assemblea dei soci si riunisce mensilmente, è stato guidato da don Giampiero Alberti, ma ultimamente, ci spiega la pastora della chiesa metodista Dorothee Mack al telefono, si è creato un comitato di presidenza con rappresentanti di tutte le religioni, e in cui al momento l’area cristiana è rappresentata proprio dalla pastora Mack.

L’idea di una “preghiera delle religioni” è stata fatta da una delle comunità musulmane insieme ai Focolari, e prontamente assunta da tutto il Forum, che l’ha rilanciata dando piena libertà a tutti di aderire: come chiesa metodista la pastora ha inviato a tutti i membri una traccia, con il suggerimento a leggere il Salmo 133. La speranza del Forum, conclude Dorothee Mack, «è che questa emergenza ci insegni qualcosa, che possiamo viverla come opportunità e non solo come momento critico, che ci aiuti a ritrovare lunione fra gli esseri umani e, come abbiamo scritto nel lancio di questa iniziativa, a “uscire dall’emergenza più uniti”».

L’idea ha valicato i confini imposti dalla quarantena e “contagiato” positivamente anche Brescia, altra città fortemente colpita dal Covid-19 e assai ricca in materia di dialogo interreligioso. 

Qui ha aderito all’iniziativa l’associazione Dòsti, progetto di dialogo interculturale gestito dal Centro di Iniziative e Ricerche sulle Migrazioni (Cirmib) dell’Università Cattolica, nato per iniziativa della Prefettura con l’obiettivo di costruire un modello di convivenza pacifica fra le religioni a partire dalla conoscenza reciproca, poi diventato unassociazione di cui fanno parte oggi tutte le religioni presenti a Brescia (Qui la pagina Facebook). 

Negli anni ha realizzato varie edizioni del “Festival delle arti e delle culture religiose”, sostenuto anche economicamente dal Comune, passeggiate alla scoperta dei vari luoghi di culto (ne avevamo parlato qui) e più di recente è nata una webradio a cui tutte le religioni in questi giorni sono state invitate a contribuire con un messaggio di guarigione e di speranza, invito accolto anche dalla chiesa valdese.

«Con il tempo si è creato un forte legame anche di amicizia fra noi», spiega la pastora della chiesa valdese, Anne Zell, che appresa la notizia dell’iniziativa di Milano ha pensato di coinvolgere anche l’associazione, che ha accettato con questo appello: «Raccogliamo l’accorato appello lanciato da papa Francesco in occasione dell’ultimo Angelus di rispondere alla pandemia del virus rimanendo uniti “nell’universalità della preghiera, della compassione, della tenerezza”. Ci associamo e rilanciamo l’invito del Forum delle religioni di Milano di unire le nostre voci nella Preghiera delle Religioni. Ogni comunità si faccia testimone dei valori dell’unità e della fratellanza. Ognuno preghi, secondo la propria tradizione e confessione, nella propria casa, in segno di speranza, di comunione, di coesione».

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