«Preghiera, compassione e tenerezza», tutti insieme in preghiera oggi alle 12

Oggi tutte le comunità cristiane sono state invitate a recitare il Padre Nostro per rispondere alla pandemia, ma l’iniziativa diventa interreligiosa

«Cari fratelli e sorelle, in questi giorni di prova, mentre l’umanità trema per la minaccia della pandemia, vorrei proporre a tutti i cristiani di unire le loro voci verso il Cielo». Questo è l’appello lanciato dal papa in occasione dell’ultimo Angelus e raccolto dai capi e leader delle chiese delle comunità cristiane di tutto il mondo. 

Francesco ha chiesto di invocare per oggi, 25 marzo, «l’Altissimo, Dio onnipotente, recitando contemporaneamente la preghiera che Gesù Nostro Signore ci ha insegnato», il Padre Nostro. Preghiera corale che si eleverà oggi alle 12. 

«Alla pandemia del virus – ha ricordato il papa – vogliamo rispondere con l’universalità della preghiera, della compassione, della tenerezza. Rimaniamo uniti. Facciamo sentire la nostra vicinanza alle persone più sole e più provate. La nostra vicinanza ai medici, agli operatori sanitari, infermieri e infermiere, volontari». E ha proseguito, «alle autorità che devono prendere misure dure, ma per il bene nostro […] ai poliziotti, ai soldati […] alla popolazione della Croazia colpita dal terremoto».

In queste settimane, ha ricordato Religions for peace (la coalizione internazionale di rappresentanti delle religioni del mondo dedicata alla promozione della pace e fondata nel 1970) rispondendo all’invito di Francesco, molte «persone e di tutte le religioni stanno pregando affinché siano salvate vite, affinché sia dato sollievo alla sofferenza e arrivi consolazione a chi è nel lutto. A loro – ricorda ancora Religions for peace –, si uniscono idealmente anche quanti, animati da concezioni umanistiche, hanno a cuore il valore supremo della vita». Ricordando, poi, che ogni «27 del mese, ricorre il giorno della preghiera mensile interreligiosa per la pace, secondo lo spirito di Assisi» invitando dunque tutte le religioni «all’unità ideale con l’iniziativa di papa Francesco: un grande promotore del dialogo e della cooperazione interreligiosa». 

Relogions for peace ha concluso, «che la preghiera ci aiuti ad essere più consapevoli della nostra fragilità e precarietà, accogliendola e prendendocene cura, cosa che in tempi e situazioni più favorevoli rischiamo di ignorare. La preghiera alimenti anche la nostra capacità di compassione e il senso di responsabilità degli uni verso gli altri, costruendo relazioni più solidali tra persone e tra popoli». Alla preghiera di oggi si uniranno, ovviamente, le chiese protestanti e evangeliche e quelle ortodosse italiane.

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