Attingere al tesoro inesauribile di Dio

Un giorno una parola – commento a Colossesi 1, 9

Il Signore è giusto in tutte le sue vie e benevolo in tutte le sue opere
Salmo 145, 17

Perciò anche noi, dal giorno che abbiamo saputo questo, non cessiamo di pregare per voi e di domandare che siate ricolmi della profonda conoscenza della volontà di Dio con ogni sapienza e intelligenza spirituale
Colossesi 1, 9

L’autore dell’Epistola ai Colossesi, molto probabilmente l’apostolo Paolo, ha ricevuto buone notizie circa la fede e la condotta cristiana dei Colossesi. Questo gli suggerisce di elevare una preghiera in cui chiede a Dio di riversare sui Colossesi ulteriore ricchezza spirituale e di conoscenza. Noi, probabilmente, ci saremmo accontentati di una preghiera di ringraziamento! Invece Paolo chiede ancora altro. Forse noi pensiamo che ci sia un limite, oltre il quale non è bene spingerci una volta raggiunti i nostri obiettivi.

Paolo, invece, ha una visione più ampia circa il nostro bisogno spirituale e circa la ricchezza della grazia che Dio ha a disposizione per tutti. Nella nostra limitatezza possiamo accontentarci degli obiettivi limitati che abbiamo raggiunto, ma Paolo ha esplorato più a fondo quel che possiamo realizzare, soprattutto con i doni che Dio è pronto a riversare su di noi. Per questo prega a favore dei Colossesi, per attingere così al tesoro inesauribile di Dio.

Prega affinché i Colossesi abbiano parte della “profonda conoscenza della volontà di Dio” e “siano ripieni di sapienza e di intelligenza spirituale”. Non chiede denaro, case, terreni, realtà materiali e limitate. Egli chiede beni spirituali, di cui non conosciamo fino in fondo le dimensioni. Dio li possiede in abbondanza ed è pronto ad elargirli affinché le persone che glieli chiedono possano uscire dall’ombra e corrispondere sempre più alla luminosa immagine del suo amato figlio, Cristo Gesù.

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