Questione di priorità

Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 26

Dio il Signore, avendo formato dalla terra tutti gli animali dei campi r tutti gli uccelli del cielo, li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati. L’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame
Genesi 2, 19; 20

Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi molto più di loro?
Matteo 6, 26

Fra le parole di Gesù, questa è una fra quelle che preferisco. La delicatezza delle immagini, qui gli uccelli del cielo, poi saranno i gigli della campagna, insieme alla profondità del messaggio mi toccano nell’intimo. Nel contempo questa parola mi lascia perplesso: non è forse una scelta così radicale da non poter essere per tutti. Possiamo davvero immaginare di tornare ad uno stato di natura, rinunciando anche al tanto di buono che la civilizzazione ci ha dato? Non è un rinnegare noi stessi in quanto esseri che, innalzandosi oltre l’istinto, si organizzano per ovviare alla fame, al freddo e ai mille problemi che l’esistenza presenta? Una malattia banale, un infortunio da poco, evenienze cui oggi si pone facilmente rimedio, potevano anche solo cent’anni fa causare conseguenze irreparabili. Il buon tempo andato, spesso evocato e rimpianto nella calda o fresca comodità delle nostre case, non è tutto rose e fiori. Se poi si voglia motivare a partire da queste parole di Gesù la scelta di vivere da mendicanti, come avveniva nel Medioevo, andando ad elemosinare o a chiedere la questua, non è difficile ribattere che non si può mendicare, se tutti sono mendicanti. Non credo che sia questo che Gesù ci chiede. Quello che egli raccomanda è di evitare ansia e preoccupazioni morbose, che si risolvano nell’impulso ad accumulare oltre il ragionevole e oltre il lecito. Non solo non si può cercare un’autentica sicurezza nell’abbondanza di mezzi, non solo il possedere il superfluo di alcuni è spesso a scapito del possedere il necessario di molti, ma, come dice Gesù, Mammona e Dio non possono stare insieme. Si tratta di priorità: quando l’interesse materiale prevale, fino a soffocarle, sulle esigenze spirituali, esso diventa dannoso, anzi, mortale. L’esortazione, rivolta poco dopo da parte di Gesù ai discepoli, è a cercare come priorità il Regno e la giustizia di Dio. Nel riprendere, però l’esortazione del divino Maestro per rivolgerla agli altri, badiamo bene di non parlare con la pancia piena e ben coperti a chi ha fame e freddo, per non essere, piuttosto che testimoni credibili, campioni di falsità e ipocrisia. Amen.

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